Paolo de Gaufridy e il divisionismo in Liguria tra Previati e Merello

 

 

 

 

 

 

Proprio de Gaufridy e il trait d’union tra Previati e Rubaldo Merello, attraverso il quale si collegano ,  con ricadute sull’apprezzamento di entrambi da parte del pubblico genovese”, le vicende di due artisti lontani per generazione (vent’ anni esatti  la loro differenza di età) e formazione, che, pur avendo eletto a residenza località non lontane della Riviera di levante, non avevano forse avuto occasione di conoscersi e frequentarsi, sebbene l’uno esordiente, e l’altro già autorevole esponente della “via italiana” al simbolismo e divisionismo, avessero preso parte alla Triennale di Brera del 1894, dopo quella del 1891 nuova prestigiosa vetrina dell’ avanguardia.


La sequenza dei fatti non è precisamente ricostruibile, per le contraddizioni che caratterizzano le pur numerose testimonianze dello stesso de Gaufridy, talvolta rese a distanza di molti anni: sulla base degli articoli pubblicati all’epoca sul “Caffaro” s’ipotizza un suo primo incontro a Milano con il mercante Alberto Grubicy, nel 1906, forse in occasione di una visita alla mostra dedicata a Segantini, Previati e Bistolfi organizzata dallo stesso Grubicy all’esposizione del Sempione, cui fecero seguito, nello stesso anno, il sostegno di entrambi, rispettivamente sul versante critico e commerciale, nei confronti di Merello.
Data invece al 1907 il primo intervento critico rilevante di de Gaufridy su Previati, in difesa de “Il Giorno”, un’opera criticata, esposta alla Biennale veneziana nella Sala del Sogno, prestigiosa iniziativa espositiva che, sia pure tardivamente, coinvolgeva l’artista tra gli ordinatori, al fianco di Nomellini, De Albertis e Chini, le vicende dei quali proprio a Genova si erano da poco intrecciate.

 

 

Sala del Sogno.  VII Biennale Internazionale Citta di Venezia, 1907

 

Si determinò cosi una sorta di triangolazione tra Milano, ove operava Grubicy e per la maggior parte dell’ anno risiedeva Previati; Genova, in cui de Gaufridy iniziava una strenua e appassionata divulgazione e difesa del divisionismo e, in particolare, proprio dei due artisti in questione, e la Riviera di levante, ove essi, in luoghi e con modalità diverse, avevano trovato rifugio.

Gaetano Previati e Alberto Grubicy

 

A opera di Grubicy, e certo con un impegno differente nei loro confronti (pezzo forte della sua scuderia, il primo, e uno tra i numerosi petit  maitres della seconda generazione, promossi come scuola divisionista, il secondo), ne scaturirono la comune presenza di Previati e Merello al Salon des Peíntres Divisionnístes Italians di Parigi, nel 1907, e la partecipazione (anche se a titolo diverso, l’uno con un testo in catalogo e l’altro con l’esposizione di quattro opere) alla mostra di Sant Moritz, nel 1911.

IDAL800900 Archivio Rubaldo Merello


Tornando a de Gaufridy, dopo i primi interventi critici ricordati, la sua “azione divulgatrice” prosegui infaticabile, a sostenere in parallelo e talvolta congiuntamente l’opera di entrambi”, fornendone anzitutto una lettura che, in sintonia con gli indirizzi antipositivisti e idealistici allora prevalenti, ne accentuava gli aspetti mistici e religiosi su quelli tecnicie scientifici.
Se poi da un lato, istituendo un legame tra Merello e i maestri della nuova pittura, Segantini, Pellizza e soprattutto proprio Previati, ritenuti esponenti di un divisionismo “eroico” di cui era convinto paladino, de Gaufridy tendeva ad accomunarne le sorti, contribuendo cosi a sprovincializzare la figura di Merello, d’altro canto, con altrettanta e contraddittoria convinzione, negli stessi scritti egli ne accreditava l’immagine di “mistico francescano”, “solitario”, “senza scuole né maestri”, influenzandone in negativo le futuri sorti critiche”.
Culmine del caparbio sostegno di de Gaufridy e della triangolazione citata fu la mostra monografica su Previati, organizzata a Genova nel 1915 con Grubicy e coronata da unanime consenso di critica, oltre che da notevole afflusso di pubblico: un successo eccezionale (l’esposizione milanese del 1910 era stata disertata) e inatteso, per i pregiudizi con cui era considerata la piazza genovese”.
L’attività di de Gaufridy si sarebbe dispiegata ancora con incisive iniziative, a travalicare perfino le esistenze dei due artisti e di Grubicy: per Merello, la mostra postuma organizzata a Genova nel 1926 e, per Previati, l’acquisizione dell’Assunzione della Vergine,

 

 

Gaetano Previati, Assunzione della Vergine , 1901-1903, (Genova. Cattedrale di San Lorenzo)

nel 1927 donata alla Cattedrale di San Lorenzo, nonché, nel 1946, l’esposizione della Via Crucis nella chiesa di San Donato, “a beneficio del restauro di edifici ecclesiastici artistici della città sinistrati dalla guerra “.

 

 

Mentre i riconoscimenti istituzionali a lungo auspicati da de Gaufridy, e molto merito, finalmente si realizzavano e l’ufficialità si appropriava della memoria di entrambi, si pensi, per Merello, nel 1926, all`intervento del Comune di Genova, acquirente  di ben  tredici dipinti alla Galleria Pesaro’, e alla presenza di Mussolini a inaugurare la postuma ricordata, e, per Previati, nel 1927, al ruolo del podestà Broccardi e dell’arcivescovo  Minoretti, massime autorità civile ed ecclesiastica cittadine, nel favorire la collocazione dell’Assunzione in Cattedrale, la carica innovativa della loro opera appariva ormai assorbita e superata: anche in Liguria si stava infatti uscendo dalla pur lunga  e feconda stagione divisionista, declinazioni futuriste comprese, e giungevano a maturi istanze novecentiste.

Caterina Olcese Spingardi
estratto da “Rubaldo Merello tra divisionismo e simbolismo” , catalogo mostra, 2017-2018, Sagep Editori, Genova, 2017