“[…] a Chiavari venivano da qualche anno in estate i dioscuri del “Novecento”, Funi, taciturna sfinge, Salietti, impareggiabile segretario; a Zoagli s’era installato il decano, Tosi […]”. (A.Podestà)

“A Chiavari è nato e ha avuto singolare sviluppo un audace movimento in favore dell’arte moderna, quando ancora tutto il resto della Liguria andava avanti con le idee di mezzo secolo fa e pareva nem­meno avvertire che uno spirito nuovo stava scuo­tendo l’arte italiana dal suo letargo. E intendo, con questo, parlare del Gruppo di Azione d’Arte e dei giovani che lo componevano, che hanno battaglia­to con animoso e sincero animo: e pareva combat­tessero contro mulini a vento, mentre erano gli ini­ziatori della buona battaglia per il rinnovamento dell’arte ligure” (A.Podestà)

Rambaldi e Attilio Podestà, ai quali ben presto si aggiungerà l’appoggio teorico di Adriano Grande, riuscirono a trasferire quei fermenti innovativi dalla provincia alla città, da Chiavari a Genova, congiungendoli con le esperienze che personalità come Francesco Messina, Antonio Giuseppe Santagata e Arturo Martini, quest’ultimo dal 1920 residente a Vado Ligure, stavano realizzando in sostanziale isolamento dalla società artistica del capoluogo.
Tutti questi artisti saranno presenti alla Prima mostra di Novecento Italiano del 1926 e conquisteranno nuovi adepti diventando i protagonisti di Novecento in Liguria: Pietro Dodero, Oscar Saccorotti, Amighetto Amighetti, Eso Peluzzi, Luigi Bassano, Armando Cuniolo, Alberto Helios Gagliardo, Alfredo Ubaldo Gargani, Cornelio Geranzani, Domenico Guerello, Evasio Montanella, Giovanni Patrone, Paolo Stamaty Rodocanachi, Adelina Zandrino, Lino Perissinotti, Raffaele Collina, Giacomo Picollo, Giovanni Battista De Salvo e Mario Gambetta.