Ponte San Pietro (BG) 1894 – Milano 1973
Vanni Rossi pittore che ha operato in Liguria
Giovanni (detto Vanni) Rossi a tredici anni si iscrive all’Accademia Carrara di Bergamo, avendo come maestro Ponziano Loverini.
Dal 1909 al 1914 viene insignito di numerosi premi, distinguendosi fra gli allievi dell’Accademia; dopo il diploma si concentra soprattutto nella realizzazione di “Madonne col Bambino”, dopi il servizio militare si trasferisce a Milano e nel 1920 espone per la prima volta alla Biennale di Venezia.
Nel 1921 partecipa, con Monsignor Giuseppe Polvara, alla fondazione della scuola d’arte sacra Beato Angelico, dove insegna per quattro anni; ed entra poi in contatto con il clima culturale della Milano degli anni Venti -Trenta.
Sente vivo e forte l’influsso del divisionismo e si lega di amicizia con Alberto Grubicy (che lo appoggia anche economicamente) e con Carlo Fornara, tanto che alcuni critici lo considerano uno degli ultimi divisionisti italiani; e non a caso Vanni espone con il Gruppo Divisionisti alla prima Biennale d’Arte di Roma.
I suoi lavori a olio rivelano riferimenti a Pellizza da Volpedo e a Previati ma, insieme, una morbidezza di pennellata che ricorda il Piccio, un certo sapore di affresco rinascimentale e soprattutto pudore, umiltà e trasparenza spirituale (non solo nei soggetti sacri): caratteri che sottraggono la sua pittura a ogni corrente codificata.
Vanni avvia anche un’opera imponente: una “Bibbia figurata”, cioè l’illustrazione (a tempera) di 125 episodi dell’Antico Testamento.
Nel 1922 partecipa di nuovo alla Biennale veneziana e inoltre alla Triennale dell’Accademia Carrara, alla mostra della Permanente di Milano e alla Triennale di Torino. Parallelamente inizia la sua attività di frescante di chiese, santuari ecc.; i luoghi in cui lavorerà non si contano: da Milano a Parabiago, da Seregno a Tradate, da Palazzolo sull’Oglio a Casteggio, da Sotto il Monte a Pian dei Resinelli, da Varese a Cantù, da Dalmine a Saronno, da Baveno a Bergamo.
Risale al 1926 Vanni la sua prima mostra personale alla Galleria di Brera di Milano e negli anni successivi partecipa a numerose altre esposizioni: di nuovo alla Biennale veneziana, a Bergamo, a Padova; e poi a Budapest e a Roma (1936), a Parigi (1937) e a Victoria, in Spagna (1938).
In diverse occasioni i suoi dipinti figurano accanto a quelli di Tosi, Bucci, Marussig, Birolli, Funi e ottengono vari premi (tra i quali la medaglia d’oro all’esposizione internazionale parigina).
Nel 1942 Vanni presenta cinquanta opere alla mostra collettiva della Permanente a Milano, ma nell’ottobre di quell’anno – in seguito ai bombardamenti sulla città – è costretto a sfollare con la famiglia: si trasferisce nella bergamasca, a Sotto il Monte, dove rimarrà sino al marzo 1946 e dove realizzerà una lunga serie di nitidi e intensi paesaggi.
Nell’agosto 1943 un violento bombardamento distrugge il suo studio milanese e gran parte dei suoi quadri là rimasti.
Tuttavia in quegli anni, fra il 1940 e il ’45, Vanni esegue anche un grandioso lavoro ad affresco, decorando per intero la parrocchia di Porto d’Adda di Cornate.
Nel 1947, un anno dopo il ritorno a Milano, dà inizio a nuovi affreschi; nel 1949 espone le 125 tavole della sua Bibbia presso l’Angelicum di Milano e nel 1953 a Roma.
Tra il 1949 e il 1951 (e poi nel 1968) affresca la chiesa milanese dei Santi Nereo e Achilleo, nel medesimo periodo è ampiamente documentata la sua presenza costante in Liguria.
Nel 1957 riceve la medaglia d’oro per meriti artistici dal Comune di Milano.
Molte sono le postume postume a lui dedicata.






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