Milano 1859 – 1924

Paolo Sala pittore che ha operato in Liguria

Paolo Sala nasce a Milano da una nobile famiglia brianzola.
Allievo di Camillo Boito, dopo aver studiato architettura all’Accademia di Brera per volere del padre che aveva un’impresa di costruzioni, si dedica alla pittura cominciando a dipingere soggetti di storia prima e successivamente paesaggi, viene infatti considerato uno dei maggiori esponenti della pittura paesaggistica del suo tempo. 
Alla sua prima esposizione ottenne il premio Mylius con il dipinto Il tramonto del 4 giugno 1859, un dipinto che raffigura l’epilogo della battaglia di Magenta.
Paolo Sala espone le sue opere successivamente nelle maggiori città italiane: Genova (esordio pubblico nel 1878, Interno del Duomo di Milano); Milano dal 1881, 1886, 1906 pel l’Esposizine del valivo del Sempio; Firenze ( 1878, Le sponde del Ticino) Venezia, Napoli, Roma 1883 ( Ricordo di Venezia, Fuori Varese, Cortile rustico nei dintorni di Milano), Torino e partecipa a molte manifestazioni e mostre in molte città europee come Parigi, Berlino e Londra e Bruxelles. 
Nel 1887, 1912 e 1914 è invitato alla Biennale di Venezia.
Grazie ai suoi molti viaggi in Russia, in Olanda e in Sudamerica, il pittore Paolo Sala riesce a guadagnarsi la fama e importanti contratti con dei mercanti d’arte.
In Russia entra nelle grazie dello Zar e riceve molte committenze e incarichi. 
Dipinge anche assieme al fratello Elia, scultore di murales, per il Palazzo d’inverno dello Zar e partecipò alla decorazione del conservatorio imperiale di San Pietroburgo.
In Russia, Sala Paolo ottenne la cattedra di pittura all’Accademia di Mosca e fece molte esposizioni e buona parte delle opere furono acquistate dallo Zar e dalla nobiltà e i guadagni servirono ad aiutare i pittori russi più indigenti.
Nel 1908 con Trasparenze vinse il premio Principe Umberto.
Nel 1911, a Milano, è l’ideatore e poi tra i fondatori del Gruppo degli Acquarellisti lombardi, di cui prese l’incarico di presidente.
Nel 1922 viene organizzata una sua personale presso la Galleria Pesaro a Milano dove espone centoventuno opere tra acquarelli e olii,

Prima di entrare nelle eleganti sale di questa Mostra, dovuta principalmente alla volontà e all’attività di Paolo Sala, non s’immaginerebbe che l’acquerello abbia in Milano e in tutta la Lombardia una sì folta schiera di appassionati; nella guisa stessa onde, prima di questa Mostra, non si sarebbe potuto immaginare un concorso di visitatori così notevole, e non certo interamente favorito dall’idea molto pratica, se estranea all’arte, di aggiungere agli acquerelli una mescita di bevande più o meno gradevoli e attraenti e fare della Permanente, in questa bizzosa fine del rigidissimo inverno, un simpatico ritrovo mondano.
Nè io credo che Paolo Sala, acquerellista per eccellenza, chiamando a raccolta i cultori e gli amatori di questo aristocratico genere per formare la Società degli Acquerellisti Lombardi, potesse sperare un esito non inferiore a quello che pur da anni ottiene la Società degli Acquerellisti di Roma, dove l’amore per l’acquerello si mantiene vivo e luminoso, producendo artisti della forza di Onorato Carlandi — per ricordarne uno solo. C’ è però una differenza tra le due Società: quella romana è una specie di cooperativa, organizzata una ventina d’anni or sono a scopo professionale; questa lombarda, posta sotto l’alto patronato di S.M. la Regina — squisita ed espertissima dilettante —, si propone invece, semplicemente, di “dare incremento alla pittura all’acquerello”, che, oltre ad essere, come tutti sanno, un genere fine e piacevole, è un genere dirò così commerciabile, in un periodo come l’attuale, in cui il buon gusto dell’arredamento e la ristretta cornice degli ambienti domestici reclamano lavori artistici di piccola superficie e delicatezza di espressioni estetiche
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L’acquarello è infatti la sua tecnica preferita, realizza molti dipinti di scene veneziane in acquarello, paesaggi, marine (prevalentemente liguri: Spiaggia di Chiavari, Sestri Levante, Foce dell’Entella, Spiaggia di Albenga )  e ritratti, ma usa abilmente pastello e olio.

Spiaggia di Chiavari (particolare)

Ne Spiaggia di Chiavari,  l’impasto pittorico è denso e ricercatissimo.
La qualità della stesura raffinata e sapiente: sembra di individuare, nell’attenzione prestata a certi dettagli, il fare dell’acquerellista che, in punta di pennello, è capace di assestare sapienti tocchi finali.
Soprattutto però colpisce il gusto nella scelta dei toni di colore, delle infinite varietà degli ocra della spiaggia e dei verdi e dei blu del mare.
Sembra che la scena rappresentata sia il pretesto per un’esibizione di bravura tecnica del pittore: anche se condotta ad olio, la pittura è brillante e trasparente insieme.
Così Guido Marangoni concludeva la prefazione alla mostra milanese sull’opera del pittore, a pochi anni dalla sua scomparsa, nel 1931: “Ad olio o ad acqua la pittura del Sala si espande con fresca gaiezza in ogni tela, canta e squilla in un empito non mai offuscato di giovinezza, carezzando amabilmente gli occhi.”
Sono molti i dipinti di squarci di città di vari paesi europei trattati da Paolo Sala.
Spesso la sua pittura canonica veniva considerata sommaria e irrequieta, ma la passione per il pennello era tale da regalargli successo di pubblico e di mercato.

Il torrente San Francesco a San Remo, 1909

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