SACHERI GIUSEPPE 15- PITTORILIGURI.INFO

Genova 1863 – Pianfei (CN) 1950 

Sacheri Giuseppe pittore ligure

 

Studiò pittura con Arturo Moradei a Ravenna. In seguito a Torino frequentò l’Accademia Albertina ed esordì, nel 1881, alla Promotrice torinese.
Nel 1883 iniziò la partecipazione alle Promotrici genovesi, dove continuerà ad esporre fino al 1941.
All’esordio presenta due opere: In ottobre e Mattino con Nebbia.
La sua attività espositiva in quegli anni lo vide presente a Milano, Torino, Palermo e nella sua città.
Nel 1889 partecipa alla XLVIII Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti a Torino con due opere: Tramonto sull’Hudson River e Calma.
Così Gioachino Toesca di Castellazzo Vice Presidente della promotrice torinese: “Che bel mare! Che calma invidiabile! Che dolci e serene immagini non richiama alla mente la vista di quella bruna nave, che si culla tranquilla e sicura fra placide bianco-azzurrine riflettenti il bellissimo cielo d’oro e d’argento che le serve di sfondo! Non ti par egli, dopo di aver letto lo stupendo volume del De Amicis “L’Oceano” di vederne qui illustrato uno dei migliori e più smaglianti capitoli”

Nel 1892 vinse il primo premio Nazionale (lire tremilacinquecento)  bandito dal Comune di Genova durante le feste Colombiane con l’opera Il porto di Genova durante le feste colombiane,  Vitaliano Rocchiero scrisse: “Impadronitosi dellaforma e del colore del mare aveva composto, dopo quel trionfo, un abbondante ciclo di marine deliberatamente dipinte, con rinnovata tecnica ed ardimenti costruttivi dettati dalle inevitabili smanie giovanili, nel solco dell’audacia e nel ricordo del divisionismo. Questa è la giusta e la diritta via; e che il Sacheri, giovane ancora e da soli pochi anni iscritto trai nostri espositori, sia bene avviato su di essa ce lo hanno dimostrato i suoi dipinti e specialmente quelli di cui parliamo, i quali hanno segnato un vero e non effimero progresso, e con buoni risultati, come ebbe giustamente ad osservare un nostro distintissimo Artista e Scrittore, di forza e verità; ed a questo favorevole e lusinghiero giudizio d’uno dei nostri più lodati e fini critici d’arte nulla abbiamo da aggiungere, se non il dire che li condividiamo pienamente”.
Fu tra i partecipanti del “Gruppo di Sturla” insieme a Plinio Nomellini, Federico Maragliano nel  1896 in seno alla Famiglia Artistica Ligure nacque ad opera di pochi artisti desiderosi di più concrete attività sociali, un gruppo denominato “Amici dell’Arte” i motivatori del quale furono: Angelo Balbi, Dario Bardinero,  e Giuseppe Sacheri con lo scopo di divulgare l’educazione del gusto e dell’estetica artistica.
Nel 1895 Giuseppe Sacheri aveva allora 32 anni e da quattordici partecipava alle principali esposizioni.
Genovese di nascita ma artisticamente cresciuto in Piemonte, s’era rapidamente imposto nella sua città natale dopo la vittoria nel concorso per il quadro colombiano. Il suo successo aveva messo un po’ in ombra Andrea Figari, che dipingeva quasi allo stesso modo ed era stato un “enfant gatédell’arte genovese. Molro preparato culturalmente, Sacheri si dedicava anche alla critica d’arte, risultando in questo campo un recensore benevolo ma sostanzialmente sincero. Un grosso punto d’appoggio per Sacheri era rappresentato dal fratello Alessandro, poeta, letterato e giornalista di prima forza
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E’ il 1897 quando partecipa alla III Esposizione Triennale di Belle Arti di Milano con il dipinto Partenza per la pesca. Palafitte d’Adriatico che viene acquistato (800 lire) dal Ministero dell’istruzione.
Nel medesimo anno espone alla II Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia con l’opera Nel porto

Partecipa  alla Triennale di belle arti di Torino  nel 1889 con il dipinto Mattino d’Aprile acquistato  per mille lire dalla Società Promotrice di Belle Arti torinese.
Ebbe, verso il 1898, una breve esperienza divisionista, come si desume dall’osservazione dei dipinti  La nave della morte ,
Notturno, Principio di temporale in Maremma, Poesia vespertina
presentati alla LVII Esposizione Nazionale di Torino, assieme a Giuseppe Pellizza da Volpedo, Plinio Nomellini, Angelo Vernazza, Angelo Dall’Oca Bianca, Federico Maragliano e Antonio Mancini.
Tutte opere realizzate con tecnica fortemente divisa  che il critico d’arte Ugo Fleres segnò quegli artisti come “Il Gruppo degli Audaci”
Ugo Fleres nella sua recensione scrisse: “La nave della morte è il quadro del Sacheri che io preferisco. La fattura è bizzarra, anzi stramba quanto negli altri, e il mare sembra un viluppo di nastri variopinti; ma la tristezza del tema rende meno arbitraria quella colorazione fosca, è l’indole fantastica del tema stesso scema la illogicità dell’effetto. La nave della morte è un vascello fantasma (…) essa varca il flusso orrendo, senza porto e senza faro, sospinta dai venti che gonfiano le sue vele in forma d’ali di vampiro. E’ un sogno, anzi un incubo, dal cui torvo tenebrore mi affretto a sciogliermi riparando nel luminosissimo Mattino a Portofino (titolo originale: Poesia del mattino ) di Angelo Vernazza.
Milano 1898, Mostra personale al Palazzo dell’Esposizione Permanente di Belle Arti di Milano, una sala dedicata a Sacheri,  citiamo alcune opere esposte: Pioggia sul Po, Sole di tramonto,  Prime nebbie,  Marina adriatica.
[…] La pittura di Sacheri è mirabile di freschezza. Questa l’impressione prima che il visitatore dall’Esposizione degli studi riporta. Fresca pittura, oltre che per la tavolozza limpida e fluida, vivace e pur sobria spesso e a volte persino castigata, per l’alito di primavera creatrice che v’è trasfuso e ripulita. L’artista squisito di mobilità fantastica e di sensibilità assimilatrice, ridona il fluttuare delle visioni attinte dal vero con incorruttibile onestà di ricerca, in ricomposizioni di paese dentro la quali corre una vena di lirismo multiforme e ispirato. Onde il fascino delle più semplici e lucide sue pitture: il sottile e sano fascino che tanti di codesti quadretti qui esposti esercitano anche sopra i critici più scabri ed esigenti. […]. Giavanni Borelli,  Corriere della Sera,  22/23 dicembre 1898

Sempre nel 1898  fu presente all’Internazionale di Monaco di Baviera al Kgl. Glaspalast dove, fu premiato con il  dipinto Note di marzo acquistato per il museo di Weimar e alla III Biennale di Venezia: Notte nel porto e Marosi.
Iniziarono sul finire dell’Ottocento i suoi viaggi, ne è testimone un’opera presentata nel 1889 alla Promotrice di Torino Tramonto sull’Hudson River ma sono i mari del nord Europa con le loro luci ad attirarlo;  la Danimarca, la Norvegia, l’Olanda, la Finlandia e infine l’Inghilterra,  questi luoghi ispirarono opere di grande liricità e forte realismo
Vale la pena citare Gianfranco Bruno : “Proprio allo scadere del secolo data il primo soggiorno di Sacheri in Olanda. In questi anni Sacheri conferisce al proprio stile una sigla definitiva, ben unendo le componenti culturali sino allora esperite in quel modo espressivo che lo accompagnerà in tutto il suo successivo percorso”.
1900 Esposizione della promotrice di belle arti di Genova, da Emporiun (XII n.71) : “Gli studi di mare del Sacheri, genovese, sono impressioni vive colte sul vero, e dimostrano come egli abbia meritatamente acquistato fama di valente pittore di marine. La fusione della luce coll’acqua nei lontani ci dà il sentimento dell’infinito, e con amore speciale è studiato il movimento delle onde e quell’alternarsi di riflessi che formano la vita del mare. […] I quadri del Sacheri sono sempre una nota gradita e da tutti gustata. il curioso Tramonto nel mare di Grecia del Sacheri, che spira l’ellenismo, odor di mirti, spaziando nell’aria diafana, rosata e pura dell’Egeo, coll’isola dai propilei bianchi ascendenti sull’acropoli, evocazione di un encausto murale di città sepolta dal Vesuvio; mentre, con altra tavolozza, si presta ai verdi freddi della Danimarca, e, sempre personale, dai graniti specchiantisi nei golfi del Nord raffigura l’aspro ed il ferrigno non mai bruciato dal sole (A Shjorringe), dimostrano l’aspetto della natura modificato, secondo l’epoca, il clima, l’ora, il calore del sole, l’ambiente, le minacce delle nuvole, o l’imminenza del vento”.
1899 IV Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia espone Notturno di Novembre.
E’ il 1900 alla LIX  Esposizione di Belle Arti della Promotrice di Torino espone Notte di luna nel porto e Studio di mare .
Inizio del nuovo secolo (1901) IV Esposizione Internazionale  di Venezia invia Notturno di novembre.
Inportante per le sue relazioni artistiche è stato il matrimonio nel 1903 con la cuneese Maria Meyneri sorella del pittore Guido che sul finire dell’Ottocento era entrato a far parte del gruppo artistico-culturale di Sturla al quale subito Sacheri fu introdotto.
Alla Promotrice di Belle Arti a Genova del 1904 espone: Rose, Garofani, Violacciocche e Margherite. All’Esposizione di Belle Arti di Milano, dalla giuria Internazionale dell’Esposizione gli viene assegnato un Diploma di Medaglia d’oro.
Nel 1908 II Esposizione Quadriennale di Torino: Notte sul mare del Nord – Skioringe e Sera di Marzo. Riviera di levante con lui espongono Delleani, Nomellini, Maggi, Follini, Olivero. Cosi Angelo Balbi: “Sarebbe troppo lungo enumerare qui la produzione artistica di Giuseppe Sacheri; i frequentatori delle nostre Promotrici, devono ricordare molte delle sue tele, tutte improntate ad una freschezza insolita di colore, e ad una virtuosità non comune nel ricercarne la forma corretta e fedele

 

 

[…] Tutta l’anima del pittore si raccoglie qui, in questi studi, ch’egli modestamente chiama schizzi, ma che talvolta hanno il valore di veri quadri, e lasciano nell’animo dell’osservatore un rimpianto nostalgico, e una lieta sensazione di réverie che pochi pittori sanno raggiungere” .
Nel 1909 venne inaugurata al Salon d’Automne di Parigi una mostra di pittura Italiana e Sacheri fu presente con Sensazioni di mare e Sensazioni di paesaggioammirate dai critici e che contribuirono a procurargli inviti  negli anni successivi.
Cosi viene recensito da Ernesto Ragazzoni:  “Non certo indifferente, dinnanzi alla natura, è stato il Sacheri, il quale colle Sensazioni di mare e Sensazioni di paesaggio che qui ci presenta, ci offre una serie di pagine di vera poesia sentita e profonda. L’artista ha cercato sopratutto di riprodurci ilmistero del momento fuggevole che segue il crepuscolo e che pure non è ancora sera, l’ora incerta in cui le cose sembrano farsi immateriali, ed in cui la natura, al morir della luce che la magnifica agli occhi, è bella della bellezza che le presta il pensiero. Ha cercato, e c’è riuscito. Un’atmosfera di sogno – il sogno che il pittore nella sua contemplazione ha trovato nell’anima sua – avvolge ogni cosa. Acque misteriose si stendono immobili nell’imminenza dell’albore lunare. Contorni di spiagge vaghe, chesolo lafantasia può ricomporre, dileguano nella penombra, biancheggiano più lontano. Un verso di Victor Hugo torna alla mente:”Ici crépuscule et le clair de lune”. La sottile nostalgia, l’angoscia vaga dell’ora penetrano l’anima…” (Arduino Colasanti in Emporium, Maggio 1910, pp. 389-391)

Nel 1909 alla  X Exposition du Glaspalast à Munich  espone BogliascoNotte di luna nel porto di Camogli  acquistato dal Modern Kunst di Dresda per 500 marchi.
Espone alla Società Amatori e Cultori di Belle Arti in Roma del 1910 vengono acquistate per la GAM di Roma: Paese e Marina e Primavera in Liguria (venduto per 3000 lire). Una vera rivelazione è stata per molti la mostra delle sensazioni di paese di Giuseppe Sacheri. Poeta prima che pittore, il Sacheri cerca nella natura il sentimento e infonde nelle sua visioni di campagna e di mare il palpito di un’anima originale e profonda. Ove la natura comincia a parlare, ove essa principia il suo canto, l’artista afferra le spunto e compie trionfalmente l’armonia, svolgendo con delicata e magistrale istrumentazione la frase appena accennata dagli alberi e dai poggi. Gli intimi colloqui della luna con le vecchie mura e con le acque addormentate, il rombo, il tuono e l’urlo della bufera, le alate profezie del vento, l’ampia polifonia del mare, l’augusta immobilità e il silenzio delle montagne, il respiro dell’aria sui vertici che ascendono nello spazio e nella luce, ecco alcune delle infinite cose che dice la natura allo spirito del Sacheri, il quale, come un mago, ce ne rivela la significazione e la verità entro un cerchio d’incanti”.

Alla IX Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia vengono accettate ben 12 opere: Lo scoglio degli appiccati, Il vecchio ponte, Crepuscolo presso lo stagno, La ninna nanna del mare, Notte di luna,  La raffica, Bufera dal mare e Scende il sole nel mare (le ultime tre acquistate da Comune di Venezia), Armonia di alberi e acque, Mattina a Civitavecchia,  Il mulino bianco e Maremma adriatica (unico quadro rimasto invenduto)
Anno profiquo di esposizioni e vendite il 1910: Firenze. Esposizione  Alla Retrospettiva Italiana e Regionale Toscana ed a Milano. Mostra individuale all’Esposizione Permanente dove presenta bel 73 opere tra le quali citiamo: Sera nuvolosa, Sere lunari a Venezia (trittico), Angolo a Venezia, Quiete lunare, Nel porto, Boa rossa, Sole d’inverno, Riviera di levante (trittico), Ruscello e Mattino di pesca. Genova. Esposizione di Belle Arti.
Per il 1911 ancora Genova. Esposizione di Belle Arti; V’ha per esempio una deliziosa mostra personale del Sacheri che deve riscuotere in Genova quella unanime approvazione che incontrò a Roma: e si tratta invero di un artista di eccezione, il quale, rilevando una spiccata personalità trae i più delicati effetti dai i suoi mezzi pittorici atteggiandoli marcatamente ad una suggestiva rappresentazione di effetti notturni, di luce lunare o crepuscolare. Nella sala VI tutta una parete è occupata dai suoi piccoli quadretti che nel loro complesso sono ammirevoli: e conviene osservarli poi ciascuno in particolare per ritrarne una impressione intensa: citerò tra questi il Plenilunio, la Notte nel piccolo porto, Mare a sera e Tramonto dopo la pioggia.  (Paolo de Gaufridy in Caffaro, 2 luglio 1911).
Un pittore poeta. La Mostra individuale Sacheri alla PermanenteOra, con la mostra collettiva ed individuale di un pittore genovese, almeno per elezione, essa ha fatto veramente opera utile, e degna del più largo successo”.  (Gustavo Macchi in La Lombardia , 20 Novembre 1911.
Nel 1911 era stata promessa ai pittori liguri una sala personale alla X Biennale di Venezia dell’anno successivo e gli artisti desiderosi di ben figurare si misero alacremente al lavoro. Purtroppo al momento degli inviti, la Direzione della Biennale invitò solo cinque di loro: Eugenio Olivari, Giuseppe Sacheri, Antonio Discovolo per la pittura e Eugenio Baroni e Edoardo De Albertis per la scultura e in ultima istanza furono ammessi Piero Dodero e Pietro Gaudenzi. Molti per non incorrere in una bocciatura rinunciarono a priori, anzi firmarono un manifesto pubblicato poi sui giornali locali  nel quale dichiaravano di non aver voluto partecipare al concorso.
Pertanto al fine di riempire la Sala Ligure, provvidero cinque pittori e uno scultore poiché nel frattempo  De Albertis si era ritirato.

 

Sacheri inviò undici opere,  (La canzone del tramonto,  Notte olandese, Nel piccolo porto, Riposo di marinaiCampagna d’Olanda dopo la pioggia, La casina dei cipressi, Processione, Palude fiorita, Vecchie case sul mareMare del NordNotturno), Discovolo con nove, Olivari con tre, Dodero e Gaudenzi con una ciascuno,  Baroni quattro bronzetti.
“Il Sacheri, con una dozzina di tele tutt’altro che dozzinali, per cui la Sala Ligure potrebbe chiamarsi anche Sala Sacheri” (Ojo Ughetti in Successo, 4 maggio 1912) e ancora ” Giuseppe Sacheri dipinge un mare tutto l’opposto di come lo vede Discovolo, un mare verde cupo, sempre, pur avendo qua e là dei magnifici riflessi di ottimo effetto. “Canzone del tramonto” ripete la eco di un canto arcano, sublime: il sole tramonta laggiù, tra due scogliere entro cui si insinua il mare, un mare verdognolo così come è la sera sulla nostra Riviera, ed è chiazzato d’oro, la luce divina che vi proietta il sole di tra le nubi, mentre se ne va…. “Notte olandese” è tremendamente cupa: il mare, la terra e il cielo si fondono e confondono lanciando la mestizia e quasi lo sgomento nell’anima. “Nel piccolo porto” siamo sempre di sera: la luna fora le nubi e proietta un bel raggio, uno solo, sulla marina che giace mitemente quieta sotto le povere case pescherecce. “Riposo di marinai” dev’essere un riposo ben triste fra quella natura sinistra, ma si vede, si sente che è vera. In “Campagna d’Olanda” non mi piace un ombrello rosso, sia pur quasi impercettibile di contro ai frassini alti, agitati ancora dal vento; è bella invece la strada umida, è patetico, e un po’ comune il ruscello, è tragicamente bello quel cielo corrusco che gravita sulla terra come a schiacciarla col suo peso immane. (C.M.Derada in Caffaro, 11 novembre 1912)
Al 1912 appartengono anche la mostra a Roma al Palazzo dell’Esposizione, l’ Esposizione di Vienna  (6 opere) organizzata da Buch-und Kunsthandler Hugo Heller & Cie. XI Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia .

Espose nel 1913 alla promotrice ligure : “Il Sacheri che espone nella saletta precedente, sente le sue marine spumanti e sonore; e ad ogni modo vediamo in Lui l’uomo rotto nell’arte sua, che per una vita di lavoro assiduo ha una grande famigliarità con le armi del mestiere” (Arrigo Angiolini in Il Lavoro, 27 maggio 1913)
1913 Napoli. Società Promotrice di Belle Arti “Salvator Rosa” viene invitato a presentare due opere.
Ancora nel 1914 alla XI Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia ( Chiesina sul mareTramonto sul mare) ; presenta due marine all’Esposizione di bozzetti al Circolo Artistico Tunnel di Genova; LXXXIII Esposizione di Roma della Società Amatori e Cultori di Belle Arti ( viene acquistato da S.M. il Re il dipinto Sere di plenilunio attualmente nella raccolta del Quirinale); Esposizione Internazionale di Marina e Mostra coloniale italiana a Genova ( Notte di luna, In porto, Nuvoloni d’autunno, Il mulino dei salici, appartengono a periodi passati, mentre invece La canzone del tramonto, Giorni di scirocco, Fiori selvaggi sul mare, Dopo il temporale, Bianchi e neri, Mattino sul mare . “Mattino sul mare è un quadro ampio e luminoso, che fu tra i più ammirati lo scorso anno alla mostra della Società delle Belle Arti nel ridotto del teatro Carlo Felice. Motivo prediletto del pittore, fiori rosei contro i cipressi cupi, cipressi contro il mare. Ed il mare in questa tela è reso con una bravura inarrivabile! ’uno dei saggi più notevoli che in questo campo ci ha offerto il valoroso pittore ligure” (Angelo Balbi in  Rassegna Ufficiale Illustrata dell’Esposizione Internazionale di Marina e Mostra coloniale italiana, ottobre 1914)
Esposizione Internazionale del 1915  a San Francisco (USA California) invia Solitudine e Marina.
Mostra personale a Chiavari nei Salone del Palazzo Municipale pro Croce Rossa e Assistenza Civile e alla Esposizione Nazionale d’Arte per le Croce Rossa di Sarzana.
Altro grande successo:  alla LXII Esposizione di Belle Arti di Genova al Palazzo Bianco in una sala dadicata a mostra personale. “La prima sala, appena entrati nella mostra, è occupato da ben trentadue lavori di Giuseppe Sacheri che il pubblico genovese ormai conosce ed apprezza. Tutti gli anni infatti egli ha partecipato con attività alla promotrice, ma forse questa volta egli si presenta più completo, con un insieme di tele da cui si può intravedere intera la personalità dell’artista. Abbiamo il quadro di vaste dimensioni e il bozzettino di impressioni colte un po’ da per tutto. Girando l’occhio attorno a questa sala del Sacheri, si intravedono paesaggi liguri, orizzonti adriatici, ed anche aspetti del cielo e del mare ritratti in Olanda, dove il pittore va sovente a pellegrinare. E come questa esposizione è varia per i luoghi che riproduce, così lo è pure per i diversi aspetti del giorno che cerca di fermare. In generale è l’attimo che l’artista ha voluto imprimere. Il raggio di sole, e la nuvole incandescente nel tramonto, il rincorrersi della nuvolaglia prima del temporale e lo squarciarsi del cielo quando torna il bel tempo […] Migliori degli altri ci sembrano quattro piccoli bozzetti uniti nella stessa tavola, fra cui uno vivissimo intitolato Nei vecchi porti. Anche Marzo e Piazzetta d’Olanda ci sembrano notevoli”. ANG [Angiolini] in Il Lavoro, 16 Maggio 1916 .
In pieno conflitto bellico non si ferma con le esposizioni: Personale a Genova al Pro Patria nelle sale superiori del Caffè Borsa di paesaggi di montagna con 40 sensazioni, febbraio 1917. “Dopo la mostra di Lorenzo Viani, degli artisti soldati e di Raemaekers, ora è venuto il turno di una esposizione di Paesaggi alpini di Giuseppe Sacheri, inauguratasi ieri a cospetto del più eletto nostro pubblico intellettuale che prodigò a quest’ultima produzione del noto artista il meritato plauso e viva ammirazione” (Giuseppe Maria Cominetti in corriere Mercantile, 9 febbraio 2017).
LXXXVI Esposizione d’Arte di questa Società nel Palazzo di Via Nazionale.
Roma 1918. Mostra Nazionale di Bianco e Nero della C.R.I. Un opera dal titolo Mare a sera viene acquistata dal Ministero dell’Istruzione per la Galleria Corsini di Roma.
Mostra personale alla Galleria Centrale al Cova  partecipa con 200 opere.
“[…] la mostra di duecento dipinti ad olio del pittore genovese Giuseppe Sacheri che con altre sua mostre individuali e con invii alle esposizioni periodiche si è fatto da tempo conoscere anche dal pubblico milanese come un vero specialista per le impressioni della Riviera di Levante viste di preferenza nelle ore crepuscolari e nelle penombre notturne. Impressioni egli riportò pure dei suoi viaggi lungo le spiagge dei mari nordici. Anche questa volta la mostra è stata apprezzata e non furono pochi i compratori”. (Il Secolo 26 marzo 1918)
Espone alla Prima Biennale d’Arte della città di Napoli nei saloni della Reggia. Genova, novembre-dicembre 1918.
Ancora a Napoli partecipa alla Prima Mostra d’Arte “La Floridiana” , autunno 1919.
1920 XII Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia  presenta Sul Baltico e Canzone marina.
Società delle Belle Arti in Firenze. Torino. Società Promotrice delle Belle Arti
1921 Certosa di Pavia. I Esposizione Nazionale “Al chiaro di luna”: A Dordrecht, Burano, Calafatari, Paesaggi, Ruscello, Casa sullo stagno, Sole dopo la tempesta, Case di pescatori sotto la luna, Nostalgie, Pace sotto la luna, Costa olandese, Mattino, Autunno a Pianfei, Paesaggio, Zapad,  Relitto e  Crepuscolo.
Vienna,  Glaspalast espone 40 opere tra le quali Chiaro di luna. Praga  1921 e Gennaio 1922,  espone  17 opere al Vystava Italskeho Umeni (Mostra dell’arte italiana a Praga) evento organizzato dal movimento “Chiaro di luna” di Pavia.
“L’automne prochain le mouvement “Chiaro di Luna” ouvrira à Rome sa première exposition internationale. Le Palais du Musée de Ville Giulia, lui a étè, pour cela spécialment preté par l’Etat. “Chiaro di Luna” ira ensuite dans toutes les capitales de l’Europe. Près de Dordrecht , Le matin à Burano, Dans la campagne, A Nervi , La mer , Vieille Liguria , Paysage , La maison de l’etain, Soleil d’orage, Maioson de pecheurs, Nostalgies, Quiétude, Plage d’Hollande, Le soleil sur la rosée, Automne à Pianfei, Paysage, Impression de coucher du soleil,  Ruines, Village danois, Soir dans le port, La moisson Vieilles,
Murailles, Village sur la mer, Vieux saules, Soir d’hiver , Maisons sur la mer “.
(Elpidio Piccoli in  Le tout Lyon, maggio 1922)
L’inizio del 1922 vede il pittore impegnato all’Esposizione Permanente, Palazzo Nuova Borsa, Genova. “Sole d’ottobre; Raggio di sole; Salici; Sera a Torreberretti; Pascolo ecc. ci dicono cotesto privilegio del nostro paesaggista maestro, il quale dalle infinite tinte di una giornata vivida satura di barbagli, sa cogliere gli attimi più suggestivi, più incantevoli.
(f.m.s. in Il Cittadino, 17 gennaio1922) e ancora “Ricordo pregevoli per preziosità di colore un Giardino d’Olanda , l’artista ha soggiornato un tempo nei paesi nordici donde ritrasse motivi di pitture interessantissime. La fontana, Lo stagno, Pini sul mare, Raggio di sole, A Pieve di Sori, Trittico olandese, Sul Reno, A Dordrecht, Venezia in porto, e tutta una serie delle sue pagine d’album, che sono annotazioni rapide di colore colte con vivacità espressiva assai intensa. […] La seconda sala è una sfilata superba di piccole finestre aperte sulla natura: impressioni bozzetti, quadretti, visioni appena accennate, gettate giù per una commozione subita, per un ricordo, per una rievocazione: Nube rossa, Paesino olandese, Autunno, Il Ponte, Neve, La strada, Nostalgie sono veramente delle cose sentite. Questa sensibilità pittorica è resa sulla tela, magistralmente, senza ricercatezza, con signorilità, talvolta con aristocrazia”. (Paolo de Gaufridy in Il Piccolo, 25 gennaio 1922)
La Quadriennale.  Esposizione Nazionale di Belle Artiin Torino 1923, Sacheri fa parte della Giuria di accettazione per Genova. Un altra nomina: “Il Ministero dell’Istruzione ha nominato la S.V. Ill.ma a far parte della Commissione per le bellezze naturali e panoramiche, Commissione che dovrà, portandovi quella esperienza che nasce dalla diretta conoscenza delle cose, cooperare con questa Soprintendenza alla tutela del nostro eccezionale patrimonio artistico”. (R. Soprintendenza ai Monumenti della Liguria. Genova, 2 luglio 1923)
Si chiude il 1923 con la mostra della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano.
1924  nomina di socio dell’Associazione Nazionale degli Artisti,  Piazza Pitti,  Firenze per poi esporre a maggio.
Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia:  Egloga, La Madonnina del mare, Bruna.
Espone nel Novembre all’Associazione Nazionale per i paesaggi ed i monumenti pittoreschi d’Italia  di Bologna .
1925 espone alla Società Promotrice delle Belle Arti  di Torino .
LXXII  Esposizione di Belle Arti di Genova, Sacheri è Vice Presidente e Membro della Giuria di accettazione. Espone: Ultima neve, Ora di poesia nel porto, Quando ritorna aprile, Sole d’inverno. Altri noti pittori presenti alla Mostra: P.Nomellini, F.Messina, G.Pennasilico
Alla Mostra d’Arte Italiana Pittori Contemporanei alla Galleria A. Vitelli espone 5 opere.
Altri noti pittori presenti alla Mostra: P.Nomellini, F.Messina, G.Pennasilico, ecc.
Interessante è una lettera inviata a Orlando Grosso, probabilmente per a realizzazione di un articolo.: ” […] Tra i miei dipinti amo ricordare una Neve in Liguria. Una Valletta d’Albaro con tonalità violette, grigie ed argentee. La partenza per la pesca, esposto ad una esposizione a Brera ed acquistato dal Ministero della P.I. Sera a Dordrecht, esposto a Roma ed acquistato da S. M. Il Re. Plenilunio, esposto pure a Roma ed acquistato da S. M. Il Re. Tramonto sul mare, esposto a Roma ed acquistato per il museo di Lima. Due Paesaggi esposti ad un’internazionale a Roma ed acquistati per la Galleria d’Arte Moderna […].
1926. Buenos  Ayres, Mostra personale nel Salon Chandler , Florida  con 36 dipinti di paesaggi e marine . Cuneo. Espone  Prima Esposizione Provinciale di Belle Arti (4 opere). Genova. LXXIII. esposizione della Società per le Belle Arti , presenta Sori. Milano. Palazzo dell’Unione Cooperativa. Galleria Buffoli . Mostra d’Arte in vantaggio dell’ente benefico “Il Fanciullo d’Italia” (12 opere). Chiavar.  Prima Mostra Chiavarese d’Arte Moderna nel salone della Pro-Chiavari (31 opere). Torino. Società Promotrice delle Belle Arti . Roma. Prima Mostra Nazionale d’Arte Marinara promossa dalla Lega Navale Italiana al Palazzo dell’Esposizione. Le mostre personali Giuseppe Sacheri e Cipriano Mannucci alla Galleria Vitelli  di Genova. ” […] Dal complesso di quanto è raccolto in queste sale si constatano le qualità d’invenzione e di creazione che questo pittore possiede in sommo grado: il che significa ch’egli non si limita a riprodurre la natura oggettivamente, ma che vi introduce l’elemento fondamentale dell’arte moderna che è la personalità […]. (Il Giornale di genova, 6maggio 1926).  “[…]  Scrive Arduino Colasanti che la caratteristica della pittura di Giuseppe Sacheri è la dolce melanconia ond’è soffusa: cieli grigi della Danimarca, grandi pianure olandesi, colline del Piemonte e le rocce della riviera ligure, giardini fioriti e orti e pioppi a specchio dell’acqua. Ma la tristezza è come mitigata da echi di canto che suscitano nell’animo una nostalgia di cose lontane: sono armonie tenui di colore, mezzi toni grigi e azzurri delicatissimi in accordo con il guizzare di luci brevi. Con un procedimento eguale a quello adottato da un grande paesista italiano, da Antonio Fontanesi, il Sacheri suole talora raccogliere la maggior luce in un sol punto del quadro, per modo che ivi raggiunga evidentissima intensità raccordata alla delicata fusione dei toni al modo dei riflessi opalini”. (Paolo de Gaufridy in Caffaro, 6 maggio 1926).
Dopo un lungo peregrinare tra genova e la Riviera ligure di Levante: nel 1903 è a Bogliasco, nel 1913 a Chiavari e poi nel 1919 definitivamente a Genova, mel 1927 si trasferì definitivamente in quella Pianfei (Cuneo) dove, dopo il matrimonio aveva già più volte soggiornato. Pier Paolo Pancotto a tale riguardo scrisse: “Approdò Lui pittore di marine tempestose, al quieto porto verde di Pianfei, nella campagna monregalese, sotto la Bisalta, di fronte al Monviso e alle anse del Pesio che scorre laggiù tra filari di pioppi”
A Pianfei il sessantaquattrenne Sacheri s’innamorò ancora e questa volta non fu il mare a smuoverne i sensi ma la montagna. Mentre la campagna del monregalese e del cuneese placò le sue ansie di viaggiatore, l’artista scoprì le vallate del Monviso nelle varie stagioni: dorsi prativi dipinti di verde smeraldino, torrentelli spumanti con acque chiacchierine, nevi bianche e soffici oppure gelate che il sole azzurra.
Gianfranco Bruno ha scritto: “Solo nel 1927 quando l’artista lascia la Liguria per stabilirsi a Pianfei, il suo stile sembra avere una flessione intimista come negli anni ottanta del secolo precedente, quando Sacheri era a Genova. Nella sua pittura ritorna il gusto per la composizione calibrata, per la finezza del tono e delle luci”.
1927. II Esposizione Internazionale di Belle Arti della Città di Fiume, (Plenilunio, Nevicata sull’altipiano, Nevicata sull’altipiano). Torino. Società promotrice delle Belle Arti. “[…] Giuseppe Sacheri è venuto a Torino con trentadue opere […]  Nato poeta, il Sacheri cerca nel paese i colori delicati e le voci delle onde cantanti sulla ghiaia e tra le rocce delle insenature del mar ligure e dei rivi che corrono tra i filari di gelsi dell’amata terra cuneese, giù verso Ceva, Studioso della poesia di Giovanni Camerana, dei fondi cieli di Avondo e dei sublimi colloqui tra gli alberi, la luce e le nubi di Antonio Fontanesi […]” (Emilio Zanzi in Gazzetta del Popolo, 18 gennaio 1927). Roma. Quadriennale V Esposizione nazionale di Belle Arti , (Sera d’inverno sul mare del Nord, e S. Margherita Ligure). Genova. Espone alla Galleria d’Arte Vitelli  32 dipinti con Cavaleri, Irolli e Mancini . La Quadriennale Esposizione Nazionale di Belle Arti di  Torino, (Sera d’inverno sul Mare del Nord). Genova. LXXV Esposizione Società per le Belle Arti . ” […] Le Autorità, a mano a mano che giungono, vengono ricevute dai rappresentanti della Società, con a capo il Presidente gr. uff. dott. F. S. Mosso, i vice presidenti avv. Virgilio, professor Sacheri, il segretario prof. Angelo Balbi e i consiglieri avv. comm. Raffaele Roccatagliata e Ravenna, ing. Crosa, scultore Galletti, pittori Motta, Mazzoni, Quinzio e Ammirati. […]  Il Presidente dott. Mosso, dopo aver rivolto brevi ed indovinate parole di saluto a nome del consiglio, alle Autorità ed agli intervenuti, faceva omaggio all’illustre pittore Giuseppe Sacheri, che dopo molti anni lascia la nostra città, di una magnifica medaglia d’argento, opera veramente superba per perizia tecnica e finezza di gusto del valoroso scultore Guido Galletti. Le parole del dott. Mosso suscitano negli astanti un vivo a caloroso applauso; manifestazione che esprime nel modo più eloquente tutta la stima, l’affetto e la considerazione che gode nel campo dell’arte il bravo Sacheri”. (Caffaro, 8 maggio 1928)
1928. Genova. LXXVI Esposizione di Belle Arti. Torino. Società Promotrice delle Belle Arti (Ave Maris Stella, Tramonto d’inverno a Sgorringe). Livorno. Mostra  “Bottega d’Arte”.
1929. Torini.  LXXXVII Esposizione di Belle Arti. Torino. Società Promotrice delle Belle Arti. (Armonia d’autunno). Chiavari. Circolo Chiavarese. Mostra personale (33 opere).
1931. Roma. Mostra personale del pittore Giuseppe Sacheri, Foyer del Teatro Quirino, vengono proposte 36 opere: Laghetto alpino, Sole d’Autunno, Presso S. Ampelio (Bordighera), Giugno in Alpe, Il giuoco dell’onda, Vecchie case di pescatori, Mercato a Demonte, Giorno di mercato, Cielo d’inverno, Nel porto di S. Margherita, Alta pace, Giorno di pioggia, Mattino in Alpe, A vespero,La fontana della Madonna, Inverno in Alpe, Sera in montagna, Quiete del vespero, Giorno di fiera Autunno sul Pesio, Il ponte, Tramonto a Chioggia, Paesino che dorme, Crepuscolo in Olanda, Plenilunio nel porto, Tramonto, In attesa della pesca, Schizzo di mare, Donne d’Olanda, Molo Adriatico, Suolo di Grecia, Paesino nella notte, Egloga, Presso Morozzo (Cuneo), Plenilunio sul mare, Primavera Ligure. Milano. Mostra personale del pittore Giuseppe Sacheri, Famiglia Artistica di Milano. “Per ripresentarsi a Milano con un buon numero di dipinti, Giuseppe Sacheri ha lasciato passare tredici anni dall’ultima mostra ch’egli fece qui. Le nuove opere si vedono raccolte in una sala della Famiglia Artistica e non accusano nel pittore ligure alcuna stanchezza: sono fresche e vive come quelle che gli procurarono, in tante memorabili esposizioni, un giusto primato fra i paesisti genovesi”. (Vincenzo Bucci in Corriere della Sera, 14 maggio 1931).
Cuneo. Mostra personale del pittore Giuseppe Sacheri, Negozio Marenco, (60 opere). Bergamo. Mostra personale del pittore Giuseppe Sacheri, Galleria Permanente d’Arte, (39 opere).
1932. Genova. LXXIX Mostra della Società per le Belle Arti di Genova. XIII Mostra della Società Promotrice di Belle Arti “ALERE FLAMMAM”,  (Mattino sul mare, Giorno d’inverno, Sere sul mare). Torino. XC Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti,  (Mattino d primavera). Genova. Mostra d’Arte della Liguria a Palazzo Rosso, (S. Margherita Ligure, Nel porto di S. Margherita).
1933. Chiavari. Chiavari – Mostra personale del pittore Giuseppe Sacheri. Palazzo delle Esposizioni, (63 opere). “Ogni tanto Giuseppe Sacheri offre ai chiavaresi la documentazione efficace della sua sempre feconda vitalità artistica. Tutte le volte che torna, ha qualche cosa di nuovo da presentare ai suoi ammiratori, i quali ormai si sono abituati ad attendere dall’artista non le varie prove attraverso cui esprime una potente sensibilità, ma i nuovi toni, che nella loro perfetto fusione cromatica realizzano la perenne poesia del colore”.(Lan in  Il Lavoro, 12 novembre 1933).
1935. Torino. Società Promotrice delle Belle Arti. XCIII. Esposizione, (Sera di plenilunio a Cinque Terre).
1937. Cuneo. I Mostra Sindacale d’Arte (Nelle cinque terre, La rupe sul mare, Sera di Liguria, Tramonto sul mare, Mattino a Nervi)

 

 

 


1938. Genova. Mostra di pittori liguri dell’ottocento. Nell’anno delle celebrazioni dei grandi liguri a Palazzo Rosso, a cura di Orlando Grosso, (Palafitte sull’Adriatico, Scogli presso Genova). Genova. “Cenacolo”, Mostra personale di Giuseppe Sacheri alla Galleria S. Giorgio, (62 opere) “[…] Sono marine di Liguria, marine lievi, spumate di trine, azzurre e trasparenti, ma irrequiete, vive e inondate di quella luce ch’è sola della Riviera (guardate “Mattino al mare” o “Presso Sori” o “Candore di vele”) e che non è né luce di Napoli o di Capri o dei laghi; è la sconfinata grandiosità dell’Inverno con la vastità degli orizzonti gelati, dei monti inaccessibili nelle nevi, degli alberi duri e morti, e basta un particolare, o un tocco leggero perché la pittura non sia più fine a se stessa, ma dica la sgomenta tristezza dell’anima”. (cav. in Il Lavoro, 5 novembre 1938).
Guajaquil (Ecuador). Galápagos de Roura Oxandaberro y Rendón Seminario, la de León, (50 opere). ” […] El año artistico ha sido fecundo en manifastaciones pictóricas. La exposición de Allere Flaman, las de Galápagos de Roura Oxandaberro y Rendón Seminario, la de León, sobre arte decorativo punae y la de Andrade Faini, en la Hall de la Universidad. A estas muestras de cultura artistica, hay que agregar la exhibición de cuadros del pintor italiano Guiseppe Sacheri”. (Nico Fasejo in El Telegrafo, dicembre 1938)
1944. Genova. Mostra personale di G. Sacheri alla Galleria Ranzini. “Questa Mostra personale del Sacheri è, e si può dire, un consuntivo della sua lunga ed instancabile attività. Paesaggi, inverni, nevicate espressi nella loro più garbata sostanza, colti in pianure e montagne piemontesi, lombarde, liguri ed anche ricordi del suo viaggio in Olanda e in Danimarca. Diverse marine riportate con vigorosa potenza ci ricordano luoghi cari a tutti delle nostra Riviere. Sia i primi che queste ultime trattati con quel tocco signorile sì da esprimere un leggero velo di romanticismo”.
1945. Torino. Mostra personale alla Galleria Codebò, (tra le altre Marina a Dordrech, Campagna romana),   Così Angelo Dragone: “[…]Il Sacheri che in quest’ultimo ventennio aveva come disertato la esposizioni (convinto forse che non si poteva ammettere la sua pittura ottocentista a contatto col novecentismo, né, vivente, annoverarlo tra gli scomparsi) ritorna in una galleria cittadina con ottantanove opere che, tutte riunite, possono ben confermare quella che, del resto, era la convinzione di chi sa vedere nell’arte qualcosa di perennemente vivo, e non la sola cifra più o meno commerciale, che sale e scende seguendo una pura regola di domanda e di offerta […]”.

 

 


1946. Mondovì. Un grande pittore alla Mostra d’Arte del “Settembre Monregalese” .
1947. Sanremo. Mostra personale del pittore Giuseppe Sacheri alla Galleria d’Arte G. Parodi. Genova. Mostra personale del pittore Giuseppe Sacheri alla Galleria Ranzini, (66 opere tra le quali Cascina nella notte, Luci nordiche, Strada di Ninphemburg, Paesino che dorme, Nella nebbia, Paesino d’Alpe, Sole di Gennaio, Lo stagno, Collina, L’autunno, Sera di plenilunio (Danimarca), Raggio di sole. ). ” Oggi, Sacheri, che ha partecipato alle Biennali veneziane e alle Mostra più importanti d’Europa, è tornato fra noi alla Galleria Ronzini con numerose opere dove si agitano profondi impasti di colore che rendono diversi aspetti della natura in tutto il loro fascino […] L’artista ha cercato sempre il mistero fuggevole che segue il crepuscolo, l’ora incerta, tremula in cui le cose sembrano farsi immateriali e la natura è bella della bellezza che le presta il pensiero e il sentimento. E per la verità c’è sempre riuscita. (Enrico Angiolini in Il Lavoro,  5 giugno 1947).
1948. Torino. Mostra personale del pittore Giuseppe Sacheri alla Galleria d’Arte Martina. “Visitavo qualche giorno fa, meditando su questi rilievi di una evidente elementarità, alla Galleria Martina di Torino una troppo folta personale di opere del decano dei pittori liguri, di uno dei più vecchi artisti italiani: Giuseppe Sacheri. L’autore di romantici “notturni” selenitici inspiratigli dal mar Tirreno fra qualche settimana entrerà nell’ottantacinquesimo anno. Settant’anni di lavoro. Sta bene. Vive, metodico e distaccato d’ogni vanità, a Pianfei, un paesino della Provincia di Cuneo, tra campagne irrigue, praterie e vigneti. Sacheri ha lasciato la città nativa in cerca di quiete, né offeso né turbato dalle molte novità estetiche che si sono succedute, più o meno meteoriche od effimere, nell’ultimo mezzo secolo. Egli è sempre fedele al suo modo di osservare e di intendere il mondo, convinto che la terra, il cielo , le acque, gli alberi e le creature vive, uomini e bestie, sono una perenne testimonianza della Provvidenza, una benedizione sulla umanità che troppe volte, pure in sede estetica, bestemmia e rinnega il Creatore.
Mostra esemplare, pure se, a tutta prima, si presenta anacronistica, remota cioè dal nostro sentimento, contrastante la nostra cultura e, perfino, la nostra eccitata ed esasperata sensibilità visiva. Arte di altri tempi? Troppo fontanesismo in ritardo? ertamente. Nulla che rievochi né le angosce e gli ancora non quietati turbamenti di una tragedia non conclusa e che potrebbe, di colpo, rinnovare in maniere anche più apocalittiche le terrificanti ferocie devastatrici. Sacheri sembra che non possa o non voglia ricordare la guerra. Pare passato fra le ferocie e le crudeltà in uno stato di olimpica euforia. I suoi quadri, anche quelli tristi e desolati, sono silenziosamente tranquilli: paesaggi quasi tutti autunnali sotto pallidi firmamenti brumosi; gruppi di faggi, di querce e di pioppi monumentali; campagne appena arate; praterie declinanti dove pascolano magre mucche e viottoli percorsi da piccole greggi dirette a limpidi rivi o a minuscoli laghi; qua e là qualche figura di contadino controluce, curvo sotto gli antichi strumenti di lavoro, reduce alla cascina in una luce crepuscolare, si direbbe biblica, di preghiera, di salmo; e, tuttavia, una sicura forbitezza di pennellate, un accordo di grigie, brume e verdi tonalità tra qualche palpitare di azzurro su gruppi di pecorine e di agnelli, color avorio, di una deliziosa presepialità. Una paesistica, insomma, quella dell’ottantacinquenne pittore umilicorde, non pure nei soggetti, ma anche negli impasti e negli accordi cromatici: un’arte che s’afferma in una semplice e leggibile realtà e denunzia uno stato d’animo davvero trasferito nell’eterno”. (Emilio Zanzi in Corriere del Popolo, 11 gennaio 1949).
In merito a quest’ultimo periodo della operosità di Sacheri lo studioso e critico d’arte Marziano Bernardi scrisse: “Soltanto paesaggi: ma questi cieli brumosi, ovattati, queste tenere radure fra i boschi, questo scendere di armenti ad un rivo o il ritorno degli uomini alle case nelle prime ore della sera, questo pallido occhieggiare d’azzurro di là dai pioppi esili che chiudono le distese prative, ci dicono il compiacimento dei silenzi agresti, dei solitari colloqui con le cose naturali”. Ernesto Billò ha scritto: “Sacheri continuò fino a 87 anni ad esercitare con singolare lucidità un influsso tangibile sui pittori nostrani.
A cominciare da Nino Fracchia, che vedeva in lui un esempio di coerenza, di probità, di grande maestria e che del vecchio Maestro stese uno dei suoi ritratti più vividi e sentiti”
Sabato 21 ottobre 1950 scompare Giuseppe Sacheri.
In una delle tante mostre postume che si sono succedute così viene ricordato da Giulio Cesare Ghiglione ” Ligure, fu un appassionato del mare che descrisse in quadri di grandi dimensioni ed in più modeste composizioni come quelle delle presente raccolta, note di romantica suggestione o di ricerca di verità obbiettiva nello studio delle onde, di spume, di riflessi; fu col Belloni, Mariani, Bazzaro, Gola, Cinotti fra i più vigorosi marinisti del suo tempo, e ne lasciò testimonianze nelle Gallerie d’Arte Moderna di Roma, e Milano, al Museo Civico di Torino, nei Musei di Genova, Lima, Cracovia, Vienna e Parigi. […] Perché queste espressioni pittoriche del Sacheri furono veramente canti e sinfonie che egli cercò di interpretare dalle ore vespertine o meridiane, solatie o già cupe di ombre. Ed ecco le luci serali dell’Attesa”, i giochi d’ombra di “Vele a Chioggia”, i riflessi argentati delle “Vecchie case del porto” ed il drammatico cielo sulla “Scogliera ligure” e la ricerca di trasparenze fra le onde della “Marina ligure” ed ancora i riflessi in controluce delle “Barche in cantiere” e lo splendore luminoso delle grandi nuvole aureolate in chiarità nel “Ritorno all’ovile” ricordo della campagna romana […].  Poesia e malinconia, ecco le suggestive note di questo artista grande e triste, per il quale la pittura fu canto e musica di accordi melodica o sinfonici o drammatici”.  (Recensione alla mostra postuma alla Galleria Callisto Kessisoglu a Genova. 1956).

Per quanto concerne le mostre postume già dal 1950 anno del suo decesso, Genova lo ricordò con una grande mostra postuma; seguita negli anni successivi da Milano, Torino, Biella, Cuneo, Savona, Mondovì, Bogliasco, Moncalieri, ancora a Genova e nel 2003 a Canelli presso la Galleria La Finestrella.
I dipinti realizzati nel nord Europa, carichi di un forte realismo, dimostrano l’influenza subita dal Sacheri, dall’elemento naturale, ma anche dall’osservazione attenta delle opere dei più noti pittori che in quei luoghi avevano operato: Jacob H. Maris, Breitner, Mauve.
La nota più appariscente nei paesaggi e nelle marine del Sacheri è data dalla rappresentazione della natura dal vero, in particolar modo il cielo e le nubi, predominanti rispetto al resto della rappresentazione. In lui prevale poi la raffigurazione dell’elemento paesistico rispetto alla figura umana (così come accadeva per il pittore Rayper), quasi che la presenza umana possa contaminare la purezza della natura.
Cosi ancora Gianfranco Bruno: “C’è in ogni dipinto di Sacheri anche quando il soggetto sia più volte ripetuto, una luce che distingue ogni opera dal dipinto di uguale tema”.
Sue opere conservate presso la Galleria Ricci Oddi di Piacenza Marina soleggiata; la GAM di Nervi Poesia di Liguria e Chiaro di luna a S. Margherita Ligure; la GAM di Torino Quando il sole discende nel mare; Prefettura di Genova; Galleria d’Arte Moderna di Milano; Quadreria  del palazzo del Quirinale a Roma; alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; nei palazzi municipali di Torino, Trieste, Dresda, Monaco di Baviera, Vienna.

 

 

 

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