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Ferrara 1852 – Lavagna (GE) 1920 

Previati Gaetano pittore che ha operato in Liguria

Avviatosi alla pittura presso la Scuola di Belle Arti di Ferrara, frequentò brevemente lo studio di Amos Cassioli a Firenze passando infine a Milano, dove fu allievo di Giuseppe Bertini all’Accademia di Brera.
Dopo esordi con dipinti di ispirazione storica e melodrammatica ancora di tradizione tardo romantica fu spinto dalla frequentazione degli ambienti scapigliati a tentare soggetti più inediti.
Tale apertura tematica si intrecciava con sperimentazioni formali destinate ad approdare a un divisionismo caratterizzato dalla scomposizione della trama pittorica in lunghi filamenti di colore primario.
Al 1889 risalgono anche i primi contratti con Alberto e Vittore Grubicy de Dragon, alla cui riflessione e ai cui consigli si deve il progressivo passaggio alla pittura divisionista.

 

 

 

Fra l’inverno del 1890 e la primavera del 1891 si colloca così la lunga gestazione del dipinto Maternità (Banca popolare di Novara)

 

 

esposto fra non poche polemiche alla I Triennale di Brera nel 1891 e difeso strenuamente da Vittore Grubicy sulle pagine di Cronaca d’arte (1891).
L’invito a Parigi, nel 1892, al primo Salon de la Rose-Croix, che servì a rimarcare l’ormai compiuta svolta simbolista del pittore
L’incontro con il critico e mercante Vittore Grubucy sfociato poi in un duraturo e fecondo rapporto di collaborazione, incoraggiava decisamente l’artista verso tale evoluzione stilistica peraltro adatta con i suoi effetti di dissolvenza luminosa a creare quelle atmosfere mistiche e simboliche care al pittore.
La svolta fondamentale coincide con l’adesione al divisionismo: a segnare questo passaggio sarà un’opera emblematica.
Nel prato di Palazzo Pitti, il “primo tentativo della tecnica nuova della spezzatura del colore, una tecnica che dà l’impressione di una maggiore intensità di luce”, come afferma lo stesso pittore.
Soltanto a partire dal 1899 la carriera di Previati iniziò a conquistare consensi e riscontri, quando, su suggerimento di Giovanni Segantini, Alberto Grubicy gli propose un contratto in esclusiva con la sua galleria per la vendita delle sue opere.
Dal 1898, avendo ormai conquistato una maggiore tranquillità economica, Previati inizia a soggiornare in Liguria, a Lavagna, e il contatto con la Riviera lo spingeva a cimentarsi in paesaggi solari e ariosi.
Della più tarda produzione degli anni Ottanta vanno ancora segnalati i dipinti Paolo e Francesca (1887, Bergamo, Pinacoteca dell’Accademia Carrara), presentato alla Permanente di Milano nello stesso anno e all’Esposizione universale di Parigi del 1889.

 

Sempre impegnato nel campo della ricerca, l’artista nel 1902, nel pieno della sua maturità artistica, partecipa alla Secessione di Berlino.
Nel 1905 si assicura una medaglia d’oro alla Quadriennale di Monaco e, nel 1907  ha il privilegio di disporre una sala tutta per sé alla Biennale di Venezia chiamata la “sala del sogno“.

La crescente fortuna critica e collezionistica del pittore, fra gli anni Dieci e Venti, ha avuto importanti ricadute, anche sul piano teorico, sul lavoro di molti artisti d’avanguardia in Italia: dalle riflessioni di Umberto Boccioni sulla poetica degli stati d’animo alle più tarde considerazioni tributategli da Giorgio De Chirico e Carlo Carrà in occasione della morte, al ritorno d’interesse per la pittura di storia in clima Novecento italiano.
Autore di soggetti sacri, dove continuamente ritornano in chiave fortemente evocativa il tema della maternità e della passione di Cristo.

 

Previati si cimentò anche in grandi cicli decorativi eseguendo, tra gli altri, la decorazione di una sala musicale per il Vittoriale di Gardone Riviera nel 1908 e svolgendo con sensibilità onirica e visionaria il tema delle vie del commercio nei pannelli per la Camera di Commercio di Milano nel 1914.
Quanto al paesaggio, Previati procede a spogliare la scena di dettagli per lasciare spazio alla gioiosa espressività del colore e della luce.
Nello straordinario Colline liguri una distesa di prati cosparsi di gerani è, insieme alla volta celeste, l’assoluta protagonista di una visione che trasmette una sensazione di pienezza e immensità.

 

 

Suoi i trattati: La tecnica della pittura, Torino 1905; I principi scientifici del divisionismo. La tecnica della pittura, Torino 1906 .
Nonostante il ritorno del pittore verso la fine della sua carriera alla paesaggistica, i Futuristi, in particolare Giacomo Balla, continueranno a vedere in lui un campione dell’anti-naturalismo e dell’avanguardia.

 

In occasione del centenario della morte di Gaetano Previati,  grande interprete del Simbolismo europeo, la sua città natale gli rende omaggio con una mostra al Castello Estense, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, che conservano un vasto fondo di dipinti e opere su carta dell’artista.
L’esposizione vuole evidenziare la tensione costante nella ricerca di Previati verso il superamento dei tradizionali confini della pittura “da cavalletto”, intesa come mezzo espressivo, come codice visivo o ancora come modalità di interazione con il pubblico.
Affascinato dall’espressione dei sentimenti e dall’impegno nei grandi formati per la sua educazione tardoromantica, l’artista mette in gioco un approccio sperimentale ai soggetti e ai meccanismi della visione che gli permette di raggiungere esiti inediti. Per questo la sua ricerca occupa un fondamentale ruolo di snodo nel rinnovamento dell’arte italiana al volgere del secolo: Previati è stato considerato un erede dei maestri del passato, una figura guida del divisionismo italiano, ma anche un esempio per i giovani futuristi.
Proprio per questa posizione affascinante e complessa, la sua vicenda artistica ha ancora diverse zone d’ombra che meritano di essere esplorate.

 

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