ZANDRINO ADELINA 10-PITTORILIGURI.INFO

Genova 1893 – 1994 

Adelina Zandrino pittrice ligure

Adelina Zandrino, nella fase iniziale, è seguita dai pittori liguri Federico Maragliano e Giuseppe Pennasilico.
Il suo esordio nel 1913, a Torino, nella Mostra Internazionale d’Arte Femminile.

La Zandrino dedica prevalentemente la sua attenzione alla figura, al paesaggio, al ritratto, alla natura morta.
Sempre nel 1913 presenta una mostra personale a Rapallo, prima di lasciare l’Italia alla volta di Parigi.
Qui approfondisce gli studi artistici ed assimila tendenze liberty e decò, disegnando anche costumi teatrali.
Dopo il 1915 rientra in Italia, avvicinandosi alle tematiche care al Novecento, in particolare la figura femminile ed il mondo che la circonda.

Nell’ambito della ricca produzione pittorica di Adelina Zandrino, caratterizzata da una personale adesione alla poetica di Novecento, è centrale l’interesse per la figura femminile, soprattutto materna, spesso protagonista di dipinti ispirati al tema del lavoro o, come in questo caso, a soggetti religiosi. L’episodio evangelico della Veronica è qui interpretato in chiave esclusivamente muliebre (solo donne assistono alla scena pietosa) ed esso è ancora una volta pretesto per indagare il rapporto madre-figlio, espresso con diversa intensità espressiva a seconda del grado di coinvolgimento dei personaggi alla vicenda. È una maschera di dolore la Madonna, inginocchiata in primo piano in basso a destra, riconoscibile proprio per una maggiore partecipazione emotiva all’avvenimento; stringe sgomenta a sé il figlio una donna addolorata al centro; a sinistra una madre intimorita dall’immagine sacra ha coperto col proprio corpo una bimba che, incuriosita, fa capolino dalle sue vesti. Un’altra Veronica, eseguita da Zandrino dieci anni dopo, con qualche variante rispetto alla tavola in esame, è stato esposta a Genova nel maggio 1993, alla mostra organizzata a Palazzo Ducale in occasione del centesimo compleanno dell’artista

Altrettanta sensibilità dimostra nell’esecuzione di ceramiche e terrecotte; eseguendo in prevalenza soggetti che raffigurano la maternità, tendenza ricorrente tra gli scultori degli anni trenta (Venzano, Morera, Servettaz, solo per citarne alcuni).
Una terracotta della Zandrino, di questo soggetto, è conservata presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano.
Un nutrito gruppo di opere ceramiche fu esposto alla VII Triennale milanese ed alle tre edizioni della Biennale di Monza di arti decorative.
Adelina Zandrino
nel 1937 è presente all’Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Parigi.

 

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Una sua opera, La chiocciola è attualmente conservata presso l’Associazione Dipendenti Comunali di Milano.
Nei suoi dipinti sempre in primo piano la figura della donna ed il suo ruolo primario nell’ambito della famiglia; interpretazioni intense, ricche di sentimento.
Numerose le sue Personali a Milano, Roma, Buenos Aires, Hollywood, Genova dove, nel 1932, in una importante rassegna ha esposto più di settanta opere (comprese importanti ceramiche e terrecotte). riceve anche importanti altri riconoscimenti:
Membro dell’Accademia dei Cinquecento, a Roma; Medaglia d’oro della Confederazione Italiana Professionisti Artisti; Medaglia d’argento alla VI Triennale di Milano; Premio del Museo Jeau de Paume, Parigi 1937; Premio “Mostra d’Arte Sociale”, Genova 1946, ecc.
Dopo l’esperienza novecentistica si avvicina a tematiche religiose legate al verismo e al naturalismo.
Di rilievo le sue partecipazioni a mostre collettive: Le Quadriennali romane (1935,1939); alle XX e XXII Biennali veneziane (1936 espone Colloquio; 1942 espone Fronte interno); le triennali Milanesi.
Nel 1932 tenne a Genova un’importante mostra personale nella quale furono esposte, oltre a ceramiche e terrecotte, più di settanta opere pittoriche.
Nel 1944 e nel 1946 tenne mostre personali alla Galleria Ranzini di Milano.
Dagli anni Cinquanta fino alla morte i soggetti raffigurati saranno principalmente religiosi con dolci Madonnine, angioletti, bambini, che saranno riprodotti in serie per santini e biglietti augurali.
Come illustratrice eseguì disegni per i libri di Sem Benelli Les plus belles heures de Casanova e Orfeo e Proserpina, e per numerosi libri per bambini, quali La promessa di Piero Domenichelli (1929) e Racconto di Natale di Charles Dickens (1950).
Fu accademica di merito dell’Accademia Ligustica di Genova, fu insignita della Stella Fiumana, della medaglia d’oro di benemerenza artistica del C.I.P.A. e nel 1982 del Premio Olivo d’Oro
In occasione del suo centesimo compleanno le è stata dedicata una importante mostra al Palazzo Ducale di Genova.
Alcune opere della Zandrino si trovano in chiese e istituti religiosi.
Pitture murali presso il Santuario N.S. del Monte, Genova; pale d’altare per le chiese di Nervi, Sestri Ponente, Rapallo, Quarto dei Mille, Poggio a Caiano (Firenze).
Sue opere sono conservate nelle Gallerie di Arte Moderna di Milano, Roma e Savona; nel museo Jeau de Paume, Parigi; nelle Gallerie di Stato di Helsinki e di Tallin; in numerose collezioni private italiane e straniere: Cordoba, Montevideo, San Paolo, Londra, New York, Hollywood, San Francisco, Zurigo, Sydney, ecc.

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