Torino 1855 – 1928

 

 

 

Reycend Enrico pittore che ha operato in Liguria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Suo primo maestro fu il Ghisolfi, dal quale apprese le prime nozioni del disegno.
Poi, frequentò per qualche anno l’Accademia Albertina, allievo di Lorenzo Delleani e di Antonio Fontanesi.
Finì col recarsi a Parigi (in questa città fu nel 1878, nel 1888 e nel 1900), dove rimase colpito dall’arte del Corot, tanto che in alcune tele ne seguì i dettami.
Ma buona parte della sua opera risulta influenzata da De Avendaño e soprattutto da Filippo Carcano.
Fu, infine, influenzato da Marco Calderini.
Espose la prima volta, non ancora ventenne (1874), al Circolo degli Artisti di Torino; poi fu presente a tutte le esposizioni nazionali ed internazionali, spesso premiato, con paesaggi e marine essenzialmente liguri.
Provato più volte dalla sventura per la perdita dei figli diletti, e per rovesci di fortuna, cercò sempre conforto nell’arte, anche se questa non gli diede quei guadagni ai quali avrebbe potuto ambire.
Sua importante opera ligure è Tempo grigio nel porto di Genova esposta a Firenze nel 1885 e Il porto di Genova, presentata a Milano nel 1886; Pioggia nel porto di Genova esposta alla Mostra Nazionale di Bologna nel 1888.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il porto di Genova

 

 

 

 

Nel 1897, alla seconda Mostra Internazionale veneziana, inviò Pace meridiana; a Milano, nel 1906, alla mostra organizzata in occasione dell’apertura del nuovo Valico del Sempione, presentò Meriggio alla marina; Solitudine alpestre e Armonie del mare; a Roma, nel 1911, alla Esposizione Internazionale del Cinquantenario, Calma autunnale; alla II Quadriennale, Meriggio al mare e In autunno; ed alla Mostra marinara organizzata nello stesso anno, inviò Meriggio presso Capo Noli.

 

 

 

 

Meriggio alla marina

 

 

 

Molte sue opere furono acquistate da Umberto I e da Vittorio Emanuele III; altre dai principi reali; Paesaggio, figura nella Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni di Novara.
Numerose fanno parte di raccolte private in Italia ed all’estero.
Alla XXVI Biennale veneziana (1952) gli venne allestita una commemorativa con diciannove opere.