Genova 1910 – 1992

Guido Hanset pittore ligure

Guido Hanset nato a Genova da famiglia d’origine belga, frequenta l’Accademia Ligustica di Belle Arti e nel 1930 inizia la sua attività artistica dedicandosi prevalentemente all’acquarello.
Partecipò agli eventi bellici: guerra d’Etiopia e Guerra Mondiale.
La sua presenza è documentata alle Promotrici Genovesi di Belle Arti nel 1935, 1936, 1938 e 1941.

Nel 1942 partecipa alla Mostra Internazionale di Belle Arti di Venezia.
Mostre personali a Genova, soprattutto presso la storica Galleria Guidi, inoltre a Montecatini, Pisa, Zoagli, Chiavari, Napoli, Firenze, Milano, Varazze, Parma, Bergamo.
Guido Hanset espone anche scon frequenza sulla motonave Eugenio Costa durante i viaggi per il Brasile e l’Argentina.
Recensito sugli Annuari d’Arte Bolaffi e Comanducci, la sua opera ha incontrato interesse da parte della critica italiana e straniera.
Gli è stato conferito il “Premio Città di Genova” alla memoria.
Nel febbraio 2001 ,in occasione di una mostra congiunta delle opere di Cordiviola e Hanset presso Il Crocicchio, così ha scritto Angelo Valcarenghi.
“Ci sono persone il cui ricordo sopravvive nel tempo per la qualità delle opere che hanno lasciato,ciò anche se tali persone risultano ignote o insignificanti sotto l’aspetto fisiognomico; ce ne sono altre che si ricordano per le loro peculiarità corporee,fisiche,caratteriali anche se hanno poca rilevanza nel ricordo le loro opere; vi è ,infine,una terza categoria di persone (alla quale è più raro appartenere) che fanno parte del bagaglio della nostra memoria grazie alle loro opere, ma anche grazie alla loro dirompente carica umana. A quest’ultima categoria appartengono due artisti: Renzo Cordiviola e Guido Hanset. Mi sono spesso domandato se il loro successo presso il grande pubblico – e ne ebbero sempre tanto,come pochi altri pittori,continuo e crescente in tutto l’arco della loro carriera – derivasse solo dal fascino (indiscutibile) delle loro opere o fosse anche conseguenza di una loro connaturata e mai lesinata carica umana, impregnata di ottimismo ,solarità , comunicatività ,istrionismo, amore per la vita. Renzo e Guido oltre a questo avevano in comune anche l’età, l’amore viscerale per il “fare pittura” e la ligusticità,anzi meglio,la genovesità.
Una genovesità che affondava le radici in un profondo senso d’appartenenza alla propria città e di partecipazione ai problemi ,oltre che agli aspetti paesaggistici della stessa e che costituì un carattere distintivo delle loro personalità e delle loro opere.
Vi ricordiamo sempre con affetto e gioiosità,cari Guido e Renzo”.

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