Asti 1887 – Torino 1983

Giuseppe Manzone pittore che ha operato in Liguria

Paolo Arri, Ritratto di Giuseppe Manzone, 1908

Giuseppe Manzone diplomatosi nel 1906 all’Accademia Albertina, allievo di Gaidano, Marchisio, Grosso, Tavernier e Gaudina, con una borsa di studio del Municipio di Asti nel 1907 si recò a Firenze ove soggiornò sei anni, frequentando Lorenzo Viani, con il quale divise per qualche tempo lo studio, e interessandosi ai maestri del Trecento ed ai fiamminghi.
Esordi nel 1907 alla Promotrice di Torino, ove continuò ad esporre assiduamente; dal 1910 fu presente alle Esposizioni della Società degli Amici dell’Arte; dal 1915 a quelle del Circolo degli Artisti.
Dal 1914 (su invito di Casorati) al 1936 partecipò alla Biennale di Venezia, ove fu presente anche nel 1948.

Mattino d’inverno, 1933 (esposto alla Biennale di Venezia del 1935)

Gli fu attribuito il Premio Circolo degli Artisti nel 1918 e la Medaglia d’Argento del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1926.
Dopo aver esposto a Napoli, Roma, Milano, Genova, Asti, Biella, fu presente alla Mostra d’Arte Sacra di Venezia nel 1920 e alla Mostra del Paesaggio di Gardone Riviera, lo stesso anno, alla l’Esposizione Nazionale Biennale di Napoli del 1921, alla Fiorentina Primaverile del 1922, alla Mostra del ritratto femminile a Monza nel 1924, all’Esposizione Internazionale di Barcellona del 1929, alle Biennali e Quadriennali di Roma.

Nel 1929 espose con Morando, Peluzzi e Valinotti a San Paolo del Brasile e a Buenos Aires; con lo stesso Valinotti e con G. Calvi di Bergolo espose nel 1932 alla galleria Giosi di Napoli ed alla galleria Vitelli di Genova, dove espose le marine liguri, frutto dei ripetuti soggiorni in Riviera con l’amico Valinotti e frequentando a Savona il Peluzzi fino alla metà degli anno Cinquanta.

Marina di Alassio

Giuseppe Manzone nel 1934 espose alla  “Casa d’artisti” di Milano, ad Asti e a Tortona; nel 1936 con Cavalleri e Giani al Salone de “La Stampa” di Torino.
Mostre personali: ad Asti nel 1930, a Torino, galleria Martina, nel 1935, 1939 e 1956; alla Nuova Bussola nel 1948; alla galleria L’ Approdo nel 1965 e 1968, ad Asti, galleria La Giostra, nel 1968, dopo che una mostra antologica, sempre nella città natale, gli era stata dedicata nel 1966 al Battistero di San Pietro.
Nel 1974 la galleria Pirra di Torino ha curato il “Catalogo generale delle opere”, avvalendosi del testo critico di Angelo Mistrangelo,  l’anno successivo fu presente alla rassegna “Uomini e cose del Monferrato”, organizzata ad Alessandria (Palazzo Cuttica, 22 maggio – 22 giugno) e curata da Luigi Carluccio.
Nel 1981 la Galleria d’Arte Moderna di Torino lo ha ricordato nella mostra “Materiali: Arte Italiana 1920 – 1940 nelle Collezioni della Galleria Civica d’arte Moderna”.
Nella rassegna “Il paesaggio alessandrino nei pittori contemporanei della provincia”, organizzata ad Alessandria nel 2000, è stata poi esposta l’opera Motivo del Monferrato, mentre con Ritratto della moglie e La mia famiglia, l’anno successivo è stato rappresentato nella mostra di Acqui Terme “Dal Divisionismo all’informale. Tradizione visionarietà e geometria nell’arte in Piemonte. 1880 – 1960”
La sua tecnica pittorica, pur risentendo di contaminazioni tra impressionismo e divisionismo, rimase sempre istintiva ed emotiva rivolta al potenziamento della luminosità della superficie pittorica.
Piero Gobetti in una recensione della Esposizione d’arte alla Mole Antonelliana di Torino scrisse: “ Manzone ha dipinto e sentito con intimità e freschezza un paesaggio che ci presenta una forma nuova dell’arte dell’Astigiano”.

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