Dizzasco (CO) 1876 – Camerlata (CO) 1956

Baldassarre Longoni pittore che ha operato in Liguria

Baldassarre Longoni  nasce da una famiglia contadina di umilissime condizioni.
Frequenta il ginnasio di Mendrisio, ma dimostrate eccellenti doti artistiche, si trasferisce a Milano per frequentare la Scuola di Disegno presso l’Accademia di Brera.
Alla fine degli anni Novanta dell’Ottocento, inizia ad insegnare disegno per mantenersi e, nel frattempo, sperimenta con ottimi risultati la pittura.
Si avvicina, da autodidatta, ad un divisionismo equilibrato e sobrio, in cui i protagonisti sono sempre i paesaggi sereni e ricchi di lirismo della sua infanzia.
Il lago di Como, infatti, è al centro di moltissime composizioni insieme alle Alpi Lombarde.
Non sono poi da dimenticare i ritratti, che l’artista realizza soprattutto nella prima parte dei suo percorso pittorico, sempre contraddistinti da quel divisionismo ricco di sensazioni simboliche e poetiche.
Le prime esposizioni risalgono alla fine degli anni Novanta, ma non viene subito accolto positivamente dalla critica.
Alcuni suoi dipinti vengono addirittura rifiutati dalla giuria della Triennale di Milano del 1900.
In ogni caso, continua a farsi interprete di un simbolismo malinconico e profondo, accompagnato dalla tecnica divisionista, fino agli anni Venti.
Nel clima artistico milanese, il pittore si avvicina da solo alla tecnica divisionista.
La interpreta, però, con un atteggiamento personalissimo, prediligendo sempre scene e paesaggi, sia montani che marini liguri, ma anche ritratti, dal forte sentore di intimità simbolismo.
Nel 1898 presenta a Milano il suo primo Paesaggio divisionista; Mattino di primavera e La roccia delle Vergini sono i due dipinti rifiutati dalla Triennale del 1900.

La roccia delle vergini

Ma nello stessoanno, Baldassarre Longoni partecipa all’Esposizione Artistica di Verona con Autoritratto e Sorvegliato. Ora mistica, dipinto dalle fortissime suggestioni simboliste, compare alla primaBiennale veneziana cui partecipa nel 1903.
Dal 1904 inizia la sua frequentazione in Liguria, è del 1906 l’opera Il mare, apparsa all’Esposizione nazionale di Berna del 1906, nel trittico l’artista rielaborava alcuni studi di marine realizzate durante i suoi soggiorni in Riviera.
Partecipa con opere divisioniste alle Biennali di Venezia del 1903, 1907 e 1909, alle Internazionali di Monaco del 1905, 1909 (Natura in festa).
Sempre attraverso un divisionismo sobrio ed elegante, ma segnato dall’incontro con le Secessioni europee, espone il trittico Mare e fascini della primavera (paesaggio ligure) alla Mostra di Milano dei 1906.

Cariatidi


Cariatidi compare alla Biennale dei 1907,  Crepuscolo a quella dei 1909, mentre, nel frattempo, vince il Premio Mylius con Tramonto di una coscienza serena.

Tramonto di una coscienza serena

Notte di luna a Borno viene esposto alla Biennale del 1910 e il  paesaggio divisionista Valcamonica bassa all’internazionale di Roma dell’anno successivo.
Partecipa regolarmente alle edizioni della Biennale di Venezia a partire dal 1903, fino al 1924, cominciando anche a fare breccia nei cuore della critica e del pubblico, attratto dal significato spirituale spesso connesso ad una natura maestosa e armoniosa.
Baldassarre Longoni all’inizio del Novecento, insegna e progetta alcuni elementi d’arredo in stile Liberty, per diverse aziende milanesi.
Nel 1914 ottiene la cattedra di pittura all’Accademia Cignaroli di Verona.
Intorno agli anni Venti si discosta gradualmente dalla tecnica divisionista, giungendo finalmente alla maturità artistica attraverso un linguaggio personale costituito da una stesura morbida della materia che conferisce al colore un languido lirismo anche se un sostrato simbolico e lirico rimarrà sempre presente nelle sue composizioni.

Aurora d’amore

Ma i dipinti della prima fase vengono però ben presto sostituiti da paesaggi ariosi e caratterizzati da una pennellata luminosa e ampia, spesso denotata da toni freddi.
Sicuramente, in questi anni, risente della poetica di Novecento, infatti, studia il colore e le sue equilibrate modulazioni come un maestro antico, creando atmosfere limpide e diradate, raffinatissime nei contatto con le forme e le figure.
Il clima di ritorno all’ordine si sente soprattutto nei ciclo dedicato al lavoro degli anni Trenta, dove i volumi si fanno più presenti e la costruzione dello spazio più calcolata.
Baldassarre Longoni dipinge fino agli anni Cinquanta, ritornando anche spesso a tematiche già affrontante, rielaborandone con il suo nuovo linguaggio.
Baldassare Longoni appartiene alla generazione dei divisionisti successiva ai Grubicy, Segantini, Previati, Morbelli, e all’omonimo Emilio Longoni, tutti nati intorno agli anni cinquanta.
Questa nuova ondata si forma negli anni novanta, quando il Divisionismo è già una tendenza diffusa che vede pertanto un crescente proliferare di artisti in seno al suo ambito, artisti che – passata ormai la fase di punta del movimento – riecheggiano le incertezze e le oscillazioni culturali del momento, tra Simbolismo, Verismo e un anedottismo proprio di tanta pittura di genere.
Di tale congiuntura l’opera di Longoni è emblematica, sia nella varietà delle tematiche che nella condotta pittorica in cui convivono divisionismo, realismo e naturalismo.

La lucertola

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