jssel.JPG

Genova 1848 – 1926 

Alberto Issel pittore ligure

Favorito nelle sue inclinazioni artistiche dal padre, fu avviato allo studio del disegno dal maestro D.P. Cambiaso poi all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, partecipando ai corsi di incisione del Raffaele Granara.
A Firenze studiò pittura col Markò frequentando, nel contempo, il caffè Michelangiolo punto di riunione dei pittori macchiaioli fiorentini.
Esordì alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti di Genova nel 1866, col quadro “Cacciagione” e nel 1870 alla Promotrice di Torino.
Trascorse, poi, un periodo assai fecondo a Roma dal 1870 al 1877 circa, frequentando i pittori spagnoli Mariano Fortuny e Josè Villegas.
Ricordiamo, a questo proposito, le opere: “Rive del Tevere” (1871), “Al Pincio” (1875), “L’arrivo di Garibaldi a Roma” (1875).
A Genova entrò a far parte della Scuola Grigia con Tammar Luxoro fautore della nuova pittura di paesaggio in Liguria, Ernesto Rayper, Serafino De Avendaño, Benedetto Musso ed altri.
Partecipò in seguito, alla piemontese Scuola di Rivara (già dal 1869, data del bozzetto da lui eseguito e intitolato “Processione a Rivara”); con lui vi aderirono De Andrade e De Avendaño.
Le posizioni antiaccademiche sue e dei suoi compagni ebbero modo di manifestarsi grazie alle esposizioni organizzate dalla Società promotrice di belle arti di Genova (i cui cataloghi documentano, con oltre 52 lavori, il percorso pittorico compiuto  dal 1866 al 1880)
Nel 1880, in seguito ad una malattia agli occhi, abbandonò per molti anni la pittura dedicandosi, comunque, alla ceramica e al mobile. I suoi soggetti preferiti: paesaggi e scene militari (certamente memore della sua esperienza di garibaldino).
Issel non aveva abbandonato completamente la pittura: ancora tra gli anni 1920 e 1923 andava dipingendo paesaggi carichi di poesia tonale.
L’esigenza di confrontarsi con diversi gruppi di artisti emerge come tratto distintivo della sua personalità: egli ebbe il ruolo di collegare ricerche e dibattiti che animavano i circoli artistici toscani, piemontesi, romani e liguri.
La sua pittura presenta la duplice caratteristica dell’impianto quasi analitico della composizione, perfettamente equilibrata (derivatagli dalla sua esperienza macchiaiola) ed il lieve tonalismo della Scuola Grigia.
Sue opere presso la Galleria d’Arte Moderna di Genova Nervi  “Bivacco”; presso la Camera di Commercio di Genova “Il mattino alla foce dell’Arno” nel Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri di Roma.

2006

Galleria