Diano d’Alba (CN) 1909 – Torino 1973

Franco Garelli pittore e ceramista che ha operato in Liguria

Franco Garelli trasferitosi con la famiglia a Torino al termine della Prima Guerra Mondiale, vi frequenta dapprima il liceo classico Massimo d’Azeglio e successivamente la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Si dedica contemporaneamente al disegno e alla realizzazione di terrecotte.
Nel 1927 esordisce alla Promotrice di Torino.
Già al principio degli anni trenta entra in contatto con il secondo futurismo torinese e partecipa a diverse mostre regionali e sindacali.
Nei primi anni quaranta frequenta Luigi Spazzapan, punto di riferimento per le nuove generazioni di artisti torinesi e ad Albisola entra in contatto con Arturo Martini, il cui esempio influenzerà la sua ricerca scultorea.
Tra il 1941 e il 1943 partecipa come ufficiale medico alla Seconda Guerra Mondiale, realizzando una serie di dipinti dal tenore tragico.
Nel 1947 partecipa alla prestigiosa rassegna “Arte italiana d’oggi – Premio Torino 1947” e sempre a Torino alla Quadriennale presso la Promotrice di Belle Arti.
E’ tra i primi artisti a tornare ad Albisola dopo la guerra e nel 1948 inizia un’importante e fruttuosa collaborazione con la manifattura “M.G.A.“, di proprietà della famiglia Mazzotti, che lo porta ad eseguire, come ceramista indipendente, intorno alla seconda metà degli anni Cinquanta, alcune sculture astratte e lastre graffite a stecca e decorate ad ingobbio.
In questi anni si sposta tra Albisola e Vallarius e partecipa alle mostre del gruppo “CoBra”.
Nel 1948 partecipa alla XXIV Biennale di Venezia e alla Galleria La Bussola di Torino.
Ma fu nel 1949 che sotto lo stimolo di Carlo Cardazzo espone alla Galleria del Naviglio di Milano e alla Galleria del Cavallino di Venezia, suscitando definitivamente l’attenzione della critica.
Verso la fine del decennio ad Albisola aveva cominciato a lavorare a stretto contatto con Fontana, Fabbri, Sassu e Tullio d’Albisola.

Al 1950 risale la prima mostra di sculture in metallo presso la milanese Galleria del Naviglio e l’incontro con Picasso a Vallauris.
Nel 1951 è presente con alcune opere di impronta cubista alla IX Triennale di Milano.
Durante tutto il corso degli anni cinquanta prenderà parte a numerose rassegne, tra cui la mostra “Italian Artist of To-day” (1951), la VI Quadriennale di Roma del 1951-‘52, la XXVII Biennale di Venezia del 1954, anno in cui manifesta una nuova attenzione per il dialogo scultoreo tra materia e spazio, ricorrendo dapprima alla ricerca di materiali inconsueti assemblati con cera e spago e fusi nel bronzo, e successivamente all’uso del ferro e della saldatura diretta.
Negli stessi anni collabora anche con altre manifatture albisolesi tra cui la “Ce.As.“, “Pozzo Garitta” e la “Cooperativa Stovigliai“.
Nel 1954 una sua scultura astratta in terracotta maiolicata e ingobbiata, realizzata presso i laboratori della fabbrica della fabbrica Mazzotti, ottiene il primo premio al XIII Concorso Nazionale della Ceramica di Faenza.
Nel 1956 presenta alcuni suoi lavori, sculture e disegni, alla mostra del Movimento Internazionale per una Bauhaus Immaginista
Dal 1959 Franco Garelli collabora all’esecuzione di alcuni importanti lavori, destinati all’esportazione, eseguiti presso la manifattura albisolese “V.M.A.” di Vittoria Mazzotti.
Nel 1960 vince il Premio Spoleto per la scultura
Durante gli anni Sessanta è chiamato dalla fabbrica “I.L.S.A.” di Genova a progettare i decori di piastrelle da rivestimento.
Durante la sua esperienza di ceramista negli anni collabora anche con alcune manifatture di Castellamonte e con il laboratorio di Victor Cerrato a Torino e partecipa alle mostre di ceramica di Messina, Pesaro, Faenza, Gubbio e Albisola ottenendo premi e riconoscimenti.
Negli anni Sessanta insegna all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

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