DODERI PIETRO, Portofino.Porto. 1919, lio su tela

Genova 1882 – 1967 

Dodero Pietro pittore ligure


Fu allievo di Cesare Viazzi all’Accademia Ligustica di Genova, proseguendo poi gli studi all’Accademia di Monaco
di Baviera, quindi all’Accademia Albertina di Torino con Giacomo Grosso, ed ebbe così l’opportunità di entrare in contatto con il vivace ambiente artistico-culturale del capoluogo piemontese, profondamente permeato di ideali simbolisti e in piena polemica contro il già declinante naturalismo ottocentesco
Il suo esordio avvenne nel 1905 alla Promotrice genovese, con lo studio Contadino sardo; nel 1909 fu eletto consigliere della stessa Promotrice, di cui divenne vicepresidente l’anno successivo, continuò ad esporvi  fino al 1934.
Fu presente alle mostre della Promotrice negli anni 1906 (Ad urbem); 1907 (Antro silente, Nudo di donna, Cappottino rosso); 1908 (Ritratto della marchesa S.F. Prontetto di Sori); 1910 (Fontana, Galera genovese); 1911 (Ritratto); 1914 (Allo specchio); 1915 (Ritratto della signora C.D., Ritratto di O. Guerrin, Filtro damore, Ritratto della signora F.); 1923 (Piazzetta a Portofino, Ritratto del sen. Maragliano, S. Giorgio di Portofino, Finestra aperta); 1934 (Cacciatore, Ritratto del sen. Moresco).
Nel 1909 anno esordì in campo internazionale esponendo nella sala ligure al Salon d’automne di Parigi
Numerose le sue partecipazioni alla Biennale di Venezia nel 1912 (Leterno cammino, collaborando inoltre all’allestimento della sala ligure con E. De Albertis ed E. Olivari), 1914 Filtro damore), nel 1920 (La signorina N. C., Mio figlio) 1924 (Sulla terrazza); 1928 (Tavolo rosso); 1934 (Giovanetta).
Nel 1913 fu nominato accademico di merito alla Ligusticanello stesso anno, curò l’allestimento della mostra di bozzetti nelle sale del circolo artistico “Tunnel” di Genova, mostra alla quale partecipò, come pure espose nel 1914.
Nel primo decennio del XX secolo entrò in contatto con A. De Carolis, con il quale studiò a Bologna affresco e xilografia attività che si riscontra ne “L’Eroica”. e dalla partecipazione  alla mostra di xilografia tenuta a Levanto nel 1912 dove tuttavia fu presente in qualità di pittore.
Come xilografo, invece, prese parte, nel 1915, alla mostra nazionale dell’incisione a Milano  e, l’anno successivo, con D. Motta, C. Cressini e altri, alla mostra di xilografia di Londra.
Partecipò al primo conflitto mondiale in qualità di ufficiale, a guerra terminata, si recò a Londra per un ulteriore periodo di studio. Qui conobbe il ritrattista americano J. S. Sargent, con cui strinse amicizia.
Nel 1925 fu allestita a Bruxelles una sua personale e nello stesso anno partecipò alla Mostra internazionale di arti decorative moderne di Parigi ottenendo una medaglia d’oro.
Sue partecipazioni, anche alle Quadriennali di Roma (VI-1951/52  edizione e VII-1955/56  edizione (Paesaggio ligure – Portofino, Venditore di arance e Sciallo) e alla Permanente di Milano, realizzando poi numerose mostre personali all’ estero: Barcellona, Berlino, Parigi, Londra, Monaco. Insegnante al liceo Artistico Barabino diresse i musei di Palazzo Bianco e Palazzo Rosso a Genova.
Con Orlando Grosso  inizia il lavoro di ceramista presso la manifattura “M.G.A.” dei Mazzotti ad Albissola contribuendo alla rinasciata della nuova ceramica albisolese, che tralascia i tradizionali decori in bianco e blu del tipico stile “antico Savona” in favore della decorazione policroma di ispirazione medievale.

Venditore di arance , 1924, (VI Quadriennale di Roma, 1951-1952)


E’ documentata una personale di circa sessanta opere allestita nel 1953 nei locali della ditta Cabib a palazzo Orsini a Genova.
Rilevante anche la sua opera di affreschista, ad esempio nel mausoleo del Conte Matarazzo, a San Paolo del Brasile ed in numerose chiese genovesi e decora a mosaico la cappella dell’Ospedale Gaslini a Genova.
La sua pittura, in prevalenza di figura, risente delle diverse esperienze culturali da lui vissute in ambito europeo, tra un naturalismo ottocentesco e il movimento novecentista.
Nell’anno della sua morte (1967), una mostra postuma di sessanta opere, in prevalenza paesaggi e nature morte, fu allestita a Torino presso la Galleria Fogliato; la stessa consistenza della mostra, con poche varianti (sessantaquattro opere esposte) fu riproposta a Genova nel 1969 alla Galleria De Pasquali.


Sue opere presso la Galleria d’Arte Moderna di Genova-Nervi, (Sulla terrazza e Ritratto di giovinetta), Ospedale Gaslini, cappella; San Giacomo di Carignano (pala d’altare).

Sulla terrazza, 1924, (Venezia. Esposizione Biennale Internazionale di Belle Arti, 1924.  Genova. GAM)

La galleria