Siena 1870 – Milano 1932

Guido Cinotti pittore che ha operato in Liguria

Guido Cinotti nel 1870, si trasferisce a Milano dove frequentò l’Accademia di Brera prima d’intraprendere un periodo di addestramento insieme ad un gruppo di giovani pittori guidati dall’ umbro Annibale Brugnoli.
All’esposizione del 1894 si aggiudicava il premio Mylius con Studio di maiali (Milano, Accademia di Brera) con la seguente motivazione: “per il colorito robusto […] ed il complesso della composizione e l’effetto della luce”.
Cinotti vinse il premio di ottocento lire, mentre la tela rimase di proprietà dell’Accademia.

Studio di maiali


Dopo esordi legati alla lezione di Filippo Carcano, si accostava al divisionismo figurando nella più giovane generazione di artisti promossi da Alberto Grubicy.
Si accosta al divisionismo di matrice segantiniana, accogliendo anche spunti liberty, nature morte, fiori  per poi orientarsi, nel primo dopoguerra, su una pittura d’impasto a tocchi di colore spatolato.
La  sua pittura improntata a toni morbidi e luminosi predilesse vedute lagunari veneziane, marine delle riviere liguri così come paesaggi ispirati ai dintorni di Campodolcino, località della Val Bregaglia sopra Chiavenna.
“Il divisionismo di Cinotti, sull’esempio di opere come Il sole del 1904 di Pellizza da Volpedo, giunge così a esiti di monocromia quasi astratta (nello stile, anche se non nelle intenzioni).
Non a caso Costantini lo definirà “alla lontana e in potenza, un lirico astrattista” (Elena Pontiggia).

Marina, 1907

La marina, sopra raffigurata,  dove solo la sottile linea dell’orizzonte divide la distesa del mare, appena solcata dal triangolo di una vela, e la distesa del cielo, appena attraversata da un chiarore dorato, paesaggio è solo luce e colore, in un’eliminazione quasi totale degli elementi figurativi.
Vicina a quest’opera, ma con una tessitura meno regolare, è Mattino d’aprile, che l’artista presenta alla Quadriennale di Torino nel 1919
Nella fase seguente Cinotti, grazie, come detto,  alla tecnica pittorica a spatola e ad una accurata ricerca cromatica, raggiunse un momento di grande creatività, concretizzata con una serie di quadri di fiori.
 Il suo personalissimo stile risultò caratterizzato dalla saldatura tra lo stile liberty e quello del Moticelli.
La semplice partitura compositiva adottata dall’artista nelle sue opere ne facilitò in anni novecenteschi l’attività di decoratore non esente da stilizzazioni di gusto liberty; in collaborazione con Annibale Brugnoli affrontò vasti interventi per il milanese Teatro Lirico o Canobbiana.
“Ecco uno schietto temperamento di colorista, un pittore che dal semplice accostamento di alcuni toni sa dare le sensazioni più suggestive”. Così scriveva un critico milanese, Vincenzo Bucci, recensendo la mostra di Guido Cinotti, che nel febbraio 1919 esponeva con Alciati, Biasi, Bonzagni e Wildt alla Galleria Pesaro: (Porto di Camogli, Marina, Liguria, Villa Piuma a Sestri Levante.

Cinotti, proseguiva il critico, cerca “di rendere con gamma sorda e monotona, come in certe sue marine, il senso dell’infinito e dell’indefinito”
Partecipa alla Esposizione Italiana “Italian Exhibition Earl’s Court” a Londra nel 1904, organizzata dalla Italian Chamber of Commerce a Londra, esponendovi il dipinto Seascape Autumn Morning, nel 1906 è alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano, alla quale espone Solitudine, Primavera e Marina e nel 1918 partecipa alla Mostra Annuale presso la Società Belle Arti ed Esposizione Permanente nel Palazzo di Brera a Milano, presentandovi i dipinti Autunno e Fiori ed è ancora a Milano nel 1919, per la terza Esposizione della Federazione Artistica Lombarda ove espone Armonie primaverili.  

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