Crema (CR) 1871 – Quarna Sotto (VB) 1950

Carlo Casanova pittore che ha operato in Liguria

Carlo Casanova, nato a Crema, studiò nel collegio dei Barnabiti “Carlo Alberto” di Moncalieri, fu allievo di Mario Bedeschi a Torino, poi si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell’Università di Pavia, ma si laureò a quella di Padova.
Attratto dall’arte, esercitò la professione di ingegnere solo per poco tempo e si trasferì a Milano, dove diventò amico del pittore Stefano Bersani e aprì uno studio.
Espose i suoi paesaggi a tutte le Biennali di Brera
Oltre che alla pittura si dedicò all’incisione di acqueforti, di soggetto paesaggistico e architettonico.
Incise circa 650 lastre di zinco o di rame, delle quali si conservano esemplari nei musei di tutto il mondo: la Pinacoteca Ambrosiana e la Galleria d’Arte Moderna di Milano, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo di arte contemporanea di Roma, le gallerie d’arte di Torino, Londra, Barcellona, Lima e Bruxelles, il museo imperiale di Tokio e il museo Civico di Lodi.

Espose le sue opere, acqueforti e dipinti, in quasi tutte le biennali di Brera e di Venezia, ma anche a  Roma, Buenos Aires, Barcellona, Atene e Monaco.
Il re Leopoldo I del Belgio fu un suo appassionato collezionista.
Ha soggiornato per lungo tempo a Bocca di Magra in provincia di La Spezia, da dove partiva per frequenti escursioni pittoriche lungo tutta la Riviera di Levante.
Del 1912 è il suo secondo esordio pubblico a Genova, Società promotrice di Belle Arti, LVIII Esposizione, Ridotto del Teatro Carlo Felice: Gioghi alpini (acquarello), Alessandro Farnese e Per la fabbrica dell’appetito (acqueforti).

Nel 1942 trasferì la propria residenza a Quarna Sotto, località nei pressi del lago d’Orta che gli diede ispirazione per molte sue opere, dove rimase fino alla morte.
Fra i quadri ad olio più importanti si citano: “Mattino all’Alpe Veglia”; “Fonte triste”, proprietà del Credito Italiano; “Mattino al Maloja”, proprietà della Banca Commerciale; “Armonie del tramonto” e “La chiesina nell’uliveto”, acquistati dal Re.
Fondò con Adolfo De Carolis, Vico Viganò ed altri l’Associazione italiana Acquafortisti ed Incisori che segnò in Italia il ritorno dell’arte incisoria.
Nel 1955 venne tenuta a Milano una mostra postuma, ove figurarono ben 125 pezzi fra quadri ed acqueforti.
Nel 2004 Crema, sua città natale, gli ha dedicato una mostra nella quale sono state esposte più di 270 sue opere.
Di notevole interesse è anche il lavoro come fotografo che il Casanova ha intrapreso con entusiasmo alla fine dell’Ottocento; l’artista fu uno dei primi ad intravedere le molteplici possibilità che la nascente arte fotografica permetteva, anche all’interno delle arti figurative.
Casanova ha indagato in una sorta di “geografie private” tutto il mondo che lo circondava, prediligendo la natura delle Alpi e Prealpi, documentando l’amore per la moglie Bianca e le figlie, il fascino arcaico dei pescatori di Bocca di Magra, gli scorci della Milano più inusuale e nascosta, i viandanti del passo del Maloja e dello Spluga.
Carlo Casanova ha lasciato un notevole archivio fotografico tuttora inedito e di grande interesse storico e di costume, circa 1500 scatti fotografici su lastra di vetro e pellicola.

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