RIGHETTI RENATO

 

 

 

 

 

 

Verona 1905 – Arbizzano in Valpolicella (VR) 1982

 

 

 

 

Renato Righetti (Renato di Bosso) pittore che ha operato in Liguria

 

 

 

 

 

 

 

Righetti Renato | Futurismo ayer y hoy

 

 

 

 

 

 

 

 

Nasce a Verona da una famiglia di consolidate tradizioni artistiche e artigianali.
Il nonno, il padre Silvio e lo zio Emilio infatti avevano studiato presso l’Accademia Cignaroli di Verona, e svolgevano attività di scultori ed intagliatori.
Dopo aver frequentato la Scuola d’arte applicata all’Industria sotto la guida di Ruggero Dondè, si iscrive alla Cignaroli, dove si diploma nel 1925.
L’anno successivo espone a Cuneo con opere che risentono ancora dello stile verista di memoria ottocentesca.
La svolta avviene fra la fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ’30, quando elabora un lavoro di sintesi della sua arte che, sotto l’influenza della lettura del libro di Umberto BoccioniPittura e scultura futurista”, lo porta ad abbracciare quel movimento artistico, venendo poi ribattezzato Renato Di Bosso da Filippo Tommaso Marinetti, per la sua predilezione nell’uso di quel tipo di legno nelle sue sculture.
Nel 1931, assieme ad un gruppo di giovani artisti ed intellettuali, fonda il “Gruppo veronese futurista Umberto Boccioni”, con cui elabora numerosi manifesti.
Dal 1932 comincia ad occuparsi anche di pittura, dedicandosi in particolare all’aeropittura.
Negli anni successivi partecipa a numerose mostre in Italia (Roma, Milano, Venezia) e all’estero, tra cui la seconda Mostra di aeropittura di Parigi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1933, con Ignazio Scurto firma il Manifesto futurista sulla cravatta italiana, arrivando a realizzare In alluminio, le sue famose Anticravatte.
Ancora con Scurto e altri artisti firma il Manifesto futurista per la città musicale.

 

 

 

 

 

 

 

Espone in mostre futuriste a Mantova, Roma, Milano (Galleria Pesaro).
Dalla metà degli anni Trenta, grazie a ripetute esperienze di volo, inizia a dedicarsi all’aeropittura. Numerosi lavori sono dedicati al Golfo della Spezia, luogo prediletto dai futuristi.
Nel 1934 è alla XVIII Biennale di Venezia e alla I Mostra nazionale di plastica murale di Genova Espone alle Quadriennali d’arte nazionale di Roma nel 1935, e nel 1939.
Nel 1940 scrive il manifesto “L’aerosilografia”, in cui propone il rinnovamento di quella forma d’incisione, che poi applica nelle sue xilografie presentato  nel 1941, presso la Casa d’Artisti di Milano

noi futuristi italiani abbiamo rinnovato a colpi di genio poesia e arti creando su nuove basi le sole espressioni artistiche veramente moderne
io – scultore e pittore – mi sono proposto di fare altrettanto con la silografia – liberandola dal suo vischioso passatismo
e credo di esserci riuscito
quest arte di incidere il legno per ottenere la negativa di un disegno da riprodursi poi in più copie – con materiali tipografici e con sistemi meccanici o meno – ha innegabilmente un suo fascino
se è vero che questa sua bellezza sta …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo la morte di Marinetti e la distruzione in un bombardamento del suo studio nel 1944,
Di Bosso sospende per una ventina d’anni la sua attività artistica, occupandosi nel frattempo di antiquariato.
Dal 1968 riprende l’attività artistica, soprattutto con la produzione di visioni aeree di piazza Erbe, e con nuove mostre nel territorio nazionale.

 

 

 

 

 

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