SACCOROTTI OSCAR

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Roma 1898 – Recco (GE) 1986 

Saccorotti Oscar pittore ligure

Pittore e incisore si occupò anche di arti decorative e di pittura murale. Ligure di adozione, inizia a Genova la sua attività nel 1914, lavorando con i decoratori Cavallari e Bifoli, alle dipendenze di Coppedè. Nel 1920 conobbe lo scultore Arturo Martini e il poeta Camillo Sbarbaro.
Nel 1926 aderì al movimento “Novecento” e nel 1927 tenne la sua prima mostra personale alla Galleria Esame di Milano, diretta dal Somarè. Trasferitosi in via Lavinia a Genova, iniziò un fecondo periodo di ricerca pittorica, raccogliendo attorno a se numerosi artisti.
Tra i pittori ricorderemo: Emanuele Rambaldi, Guglielmo Bianchi, Dino Gambetti; lo scultore Servettaz; i poeti Sbarbaro, Barile, Adriano Grande.
Nel 1949 si recò a Parigi e nel 1951 visitò la Provenza; fu poi in Spagna e Portogallo.
Nel 1976 si ritirò sulla collina di Megli (Golfo Paradiso) in una casa di contadini, che battezzo “Il pettirosso” dove visse e lavorò in solitudine.
Dal 1930 al 1940 partecipò a tutte le Biennali di Venezia dove, nel 1942 tenne una mostra personale.
Nel 1949 fu nominato Accademico di merito alla Ligustica. 
Nel 1935 espose alla Quadriennale romana, dove esporrà fino al 1943 e in seguito nel 1959 e nel 1965.I dipinti di Saccorotti sono pervasi da un profondo naturalismo e da un cromatismo assai delicato, che diverrà più intenso a partire dagli anni quaranta.
Dipinse paesaggi, figure e nature morte. Svolse anche un’importante attività come incisore.
Sue opere ad Imperia, presso la Pinacoteca Civica.

Come ebbe a scrivere Zeri, dopo essere stato in visita al Pettirosso, Saccorotti fu “un artista, per il quale la vita, l’arte, la casa, la natura che lo circondava, le parole, le incisioni, i quadri si fondevano in un qualche cosa di unico, in un insieme, per cui io non riuscivo più a staccare la parola di Saccorotti, il suo modo di muoversi, dalle piante che circondavano la casa, la casa che sembrava qualcosa di sorto dal terreno come se avesse delle radici al pari degli olivi, una cosa davvero impressionante. Mi trovai davanti a quella che chiamerei la vita come poesia, la poesia come vita, qualche cosa di assoluto, di assolutamente puro”.

 

     

 

    

 

 

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