Rodocanachi Paolo Stamaty , Arenzano, 1935 ,

 

 

 

 

 

Genova 1891 – 1958 

 

 

 

 

Rodocanachi Paolo Stamaty pittore ligure

 

 

 

 

 

 

 

Fu allievo di Giuseppe Pennasilico a Genova e di Giulio Bargellini alla Scuola di Arti Decorative di Roma dove espose per la prima volta alla Promotrice del 1911  Cavalli in riposo.
A Georlitz (Germania) tenne la sua prima personale nel 1918; in seguito fu ad Atene, Marsiglia, Parigi dove organizzò altre mostre personali esponendo opere che raffiguravano, prevalentemente, soggetti teatrali e mondani, interni di caffè (memore della pittura di Degas). In seguito si trasferì in Grecia e in Asia Minore per poi giungere definitivamente a Genova nel 1923.
Con la moglie Lucia Morpurgo partecipò attivamente alla vita artistica letteraria del suo tempo frequentando, in particolare, i poeti Sbarbaro e Montale ed i pittori Eugenio Olivari e Rubaldo Merello.

 

 

Lucia Rodocanachi

 

 

 

Frequentava i caffè dei letterati, in particolare il caffè Diana in Galleria Mazzini, dove incontrava intellettuali e artisti dell’ambiente genovese, tra i quali Adriano Grande, Francesco Messina, Fausto e Oscar Saccarotti, Camillo Sbarbaro, e saltuariamente anche Eugenio Montale.
I coniugi Rodocanachi avevano eletto la loro villa Desinge di Arenzano a luogo privilegiato d’incontro per scrittori e artisti, vi soggiornarono anche Bobi Bazlen, Carlo Emilio Gadda, Elio Vittorini, Carlo Bo.
Nel salotto si parlava di letteratura straniera, per quella sorta di xenofilia tipica degli spiriti liberi negli anni chiusi del Fascismo, come pure si amava riscoprire le coloriture dialettali liguri, bandite dal regime, e gli altrettanto saporosi e a loro modo «controcorrente» piatti della cucina locale.

Il pittore, in quegli anni, si dedicò principalmente alla pittura di paesaggio, immortalando, con grande maestria e sensibilità, la natura e i luoghi della Riviera Ligure (specialmente quella di ponente).
La sua pittura dal vero, ricca di poesia e di calda luminosità, dimostra una grande partecipazione emotiva, a volte filtrata dalla metafisica.
Rodocanachi può essere, certamente, inserito tra i pittori più significativi della prima metà del Novecento in Liguria.
Fu nominato, nel 1949, Accademico di merito all’Accademia Ligustica di Belle Arti.
Partecipò alle mostre Sindacali, Interprovinciali di Genova; alle Quadriennali romane (II e III), alle Biennali veneziane (XIX, XX, XXII) e allestì numerose personali a Genova e a Milano.
Fu presente alla XXIV Biennale di Venezia nel 1948 con il pastello Case.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fu anche acquafortista e si dedicò, tra l’altro, alle Arti decorative.
Rilevante fu anche la sua attività di ceramista iniziando a collaborare con alcune manifatture ceramiche albisolesi.
Nel 1925 alcune sue ceramiche sono presenti nella sezione ligure dell’Esposizione di Arti Decorative di Parigi.

 

 

 

 

 

 

 

 


Amico di
Manlio Trucco, con il quale espone in una personale a Genova nel 1925, Paolo Rodocanachi collabora soprattutto con la manifattura albisolese “M.G.A.” di proprietà di Giuseppe Mazzotti e nel 1927 alcune opere con il marchio “M.G.A.”, eseguite dall’artista, sono presentate alla III Biennale di Monza.
Sue opere presso la Galleria d’Arte Moderna di Genova Nervi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.