RAVA GIOVANNI

 

RAVA GIOVANNI - PITTORILIGURI.INFO

Alba (CN) 1874 – Agliè Canavese (TO) 1944

Rava Giovanni pittore che ha operato in Liguria

Nel 1897 il Consiglio d’Amministrazione dell’Accademia, l’ammise al III anno del Corso Superiore e s’iscrisse ad un corso speciale di “Plastica Ornamentale” e dopo sei anni di dure fatiche, fu licenziato dall’Accademia con la qualifica di “Professore”.
Il suo esordio espositivo, era avvenuto nel 1899 presso la palazzina della Promotrice di Torino, con un dipinto titolato: “Testa di vecchio” che fu acquistato dalla principessa Laetitia Napoleone di Savoia (Duchessa d’Aosta)
Presso il salone dell’Accademia Albertina nel 1901 fu presente con sette opere.

Nel 1902, fu presente alla Quadriennale di Torino, nel 1906, fu invitato a partecipare alla Quadriennale di Brera a Milano, espose alla Promotrice torinese ininterrottamente, sino al 1941. Durante la Guerra d’Africa Giovanni Rava, fu l’unico pittore accreditato dal governo a recarsi in Libia, per ritrarre scene di battaglie, ritratti esotici, mercati e costumi.
Nella primavera del 1923 s’inaugurò a Torino nel palazzo del Valentino, la Quadriennale di Belle Arti, tra gli invitati è presente
Nel dopoguerra, dopo un breve soggiorno in Argentina nel 1921 si stabilì a Torino dove riprese la propria attività espositiva partecipando alle tradizionali mostre della Promotrice e anche a numerose col­lettive presso gallerie private. Il suo carattere “bonario. estroverso pronto alla battuta scherzosa, strava­gante” lo spingeva a coltivare rapporti e amicizie con gli altri artisti e a frequentare l’ambiente artistico che ruotava intorno ali’ Accademia Albertina e che aveva come punti di ritrovo e di dibattito i caffè di via Po, il Nazionale e il Florio.

In questa fase esponeva soprattutto paesaggi che realizzava prevalentemente d’estate nei luoghi delle sue origini scegliendo come temi le amate colline del Roero, le Langhe, la Val Varaita e gli scorci urbani di Alba. Nella produzione paesistica di Rava realizzata tra le due guerre. si registra una sostanziale fedeltà ai modelli della paesistica piemontese tardo-ottocentesca, tra Delleani e i maestri di Rivara, e una totale noncuranza nei confronti delle trasformazioni linguistiche che stavano avvenendo sulla scena artistica torinese tra l’arrivo di Casorati e l’esordio dei Sei. L’artista rimane ancorato ad una sorta di verismo impressionistico capace di fondere l’intenzione mimetica e l’attenzione precisa alla realtà con la sensazio­ne cromatico luminosa che colpisce le facoltà percettive dell’artista per una maggiore attenzione alla resa del particolare realistico.

Nello stesso periodo Rava si è cimentato anche con apprezzabili risultati nel genere delle “marine” che dipingeva durante i soggiorni estivi in Liguria nella riviera di Ponente, ad Alassio e ad Albisola, rappresen­tando le spiagge assolate gremite di bagnanti. l’ampia distesa del mare e le rocce scoscese della costa. In esse è attestato l’incontro e lo scambio culturale con altri artisti come Giulio Romano Vercelli e Giovanni Rovero attivi sulla stessa riviera. attratti dalle stesse bellezze naturali e da interessi estetici del tutto convergenti.

In mostre pubbliche espose a: Torino, Milano, Roma, Genova, Firenze, Cagliari,  Vienna, Dusseldorf, Parigi, Nizza, Barcellona,  Buenos Aires.

 

 

 

 

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