RAGGIO GIUSEPPE

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Chiavari (GE) 1823 – Roma 1916 

Raggio Giuseppe pittore che ha operato in Liguria

Nato a Chiavari nel 1823 si trasferisce ben presto a Firenze per dedicarsi agli studi artistici. Inizialmente legato a tematiche religiose, subisce, poi, l’influenza della pittura macchiaiola, specialmente del Fattori (circa disegno e cromatismo).
Nel 1848 si trasferisce a Roma per approfondire i suoi studi, ed anche in questo caso inizia a dipingere opere a soggetto devozionale; in particolare una Sacra Famiglia e due Samaritani che verranno esposti alla Promotrice genovese nel 1854, 1860, 1861.
Dal 1871 inizia, per l’artista, un nuovo percorso legato alla pittura del paesaggio, dal vero.
Il tema, sempre uguale, la rappresentazione della campagna dell’agro romano, dei contadini, della potenza selvaggia delle mandrie di bufali, del vigore dei butteri a cavallo. Inizia così le sue peregrinazioni nei dintorni di Roma, nelle paludi pontine e nel grossetano; si appassiona a questo mondo e non solo perché lo rappresenta nei suoi quadri, lo vive nell’intimo, con sacrificio, quasi nell’indigenza.
Determinante il suo incontro con il pittore Nino Costa anch’egli legato alle medesime tematiche che eseguirà però, con toni cromatici più accesi diversamente dal Raggio che interpreta i suoi soggetti con un migliore realismo e intensità proprie, tra l’altro, del grande pittore animalista.
Nel 1890 fu tra i fondatori della Società in Arte Libertas e nel 1904 aderì, insieme a Nino Costa, al gruppo dei “XXV della campagna romana”, insieme a Sartorio, Petiti, Carlandi, Cambellotti. Giuseppe Raggio è stato un pittore solitario, sempre in lotta con l’indipendenza e restio achiedere aiuto. Alcuni colleghi si prodigarono per lui ed anche da Genova, attraverso pubblici acquisti si cercò, inqualche modo, di mitigare le sue sofferenze.
Un primo acquisto nel 1892 di un dipinto cm. 100×152 dal titolo Cappata di cavalli nella campagna romana, acquistato per lire 3800. Un secondo dipinto, La mandria, tela cm. 100×152 fu acquistato per lire 2000 nel 1898.
Si spense a Roma, in completo isolamento, all’età di novantatre anni; soltanto in seguito la sua arte sarà giustamente apprezzata e riconosciuta. Raggio partecipò costantemente, alle Promotrici genovesi dal 1854 al 1885; nel 1870 nominato Accademico di merito presso la Ligustica, nel 1901 accademico di San Luca, nel 1911 Socio Corrispondente della Soc. Economica di Chiavari; mostra personale a Roma nel 1912.
Prese parte alle Biennali del 1899 e del 1903, all’Esposizione del Sempione, a Milano, nel 1906; all’Esposizione per il Cinquantenario dell’Unità d’Italia; nel 1911 partecipò, presentando una quarantina di dipinti, alla mostra di pittura genovese dell’Ottocento, a curà di Labò.Sue altre partecipazioni: mostre presso la Galleria Permanente, Genova, nel 1952 e 1954; Esposizione rievocativa dei pittori G. Raggio ed E. Rayper pressola Galleria De Pasquali, Genova 1953; Arte pittorica dell’ottocento, Galleria Sant’Andrea, Genova 1956.

Tra i suoi dipinti più noti, oltre quelli già citati, in deposito presso la G.A.M., ricordiamo l’opera Una tigre che assalta un bufalo, donata dall’autore al pittore genovese Giulio Queirolo e ripreso, tematicamente, dal Sartorio nel 1999 (III Biennale di Venezia).Sue opere presso la G.A.M. di Genova-Nervi, di Roma, Firenze, Milano; l’Accademia di San Luca; la Quadreria della Società Economica di Chiavari; inoltre è presente in numerosi musei italiani ed esteri, oltrechè in prestigiose raccolte private.

 

  

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