MORLOTTI ENNIO

MORLOTTI ENNIO-PITTORILIGURI.INFO

 

Lecco (CO) 1910 – Milano 1992

Morlotti Ennio pittore che ha operato in Liguria

Si tratta di uno dei principali protagonisti della vicenda artistica italiana ed europea del secondo Novecento.

Agli inizi degli anni Trenta si dedicava allo studio dell’arte antica nelle chiese e nei musei, interessandosi anche di arte contemporanea, sino a conseguire da privatista la maturità artistica a Brera.
Si trasferì a Firenze e si iscrisse all’Accademia, dove, seguito da Felice Carena, si diplomò con una tesi su Giotto, ottenendo il massimo dei voti.
Nel 1937, grazie agli introiti giunti dalla vendita di tre quadri esposti in occasione di un concorso per il paesaggio lecchese, effettuò un viaggio a Parigi dove vide le opere originali degli amati Cèsanne e Picasso.
Nel 1940 entrò nel gruppo di Corrente che si ispirava alla rivista universitaria “Corrente di vita giovanile”, diretta da Ernesto Treccani, seguendone l’orientamento espressionistico francese, da Van Gogh fino ai Fauves.
Nel 1945 firmò il Manifesto del Realismo, aderì al Fronte Nuovo delle Arti ed effettuò la sua prima mostra personale alla galleria II Camino di Milano.
A Parigi aveva conosciuto e visitato lo studio di Picasso, aveva incontrato Braque, Dominguez, De Stael, Sartre e Camus.
Alla XXIV Biennale di Venezia (1948), dove espose assieme a tutti gli artisti del Fronte Nuovo delle Arti, che si definì la posizione di Morlotti, il quale assieme a Birolli si staccò dai componenti “realisti” del gruppo.
Negli anni Cinquanta produsse alcune tra le opere capitali dell’arte informale, non solo italiana, ma anche europea, sicuramente collegate all’esperienza di autori quali Wols, Fautrier, De Stael, ma anche Pollock e De Kooning.
La Biennale ospitò numerose volte le sue opere, nel 1950, nel 1952 assieme al Gruppo degli Otto, nel 1954 con una sala presentata da Giovanni Testori (distruggendo le opere esposte subito dopo), nel 1962 vincendo il premio (ex equo con Capogrossi) riservato ad un artista italiano, nel 1964 all’interno della sezione “Arte d’oggi nei musei”, nel 1972 con una sala personale, nel 1988 con un’altra personale nel padiglione dedicato all’Italia e nella sezione dedicata alla rassegna “Il Fronte nuovo delle Arti alla Biennale del 1948”. Nel 1986 e nel 1992 viene invitato alla Quadriennale Nazionale romana.

Il paesaggio ligure è protagonista dell’opera sia morlottiana e costituisce una matrice non secondaria in tutta la cultura del novecento, di cui si ricorda lo stretto legame tra quella della Liguria e quella del basso Piemonte.
È un sodalizio profondo, fervido, mai consolatorio quello intrecciatosi in tanti anni tra il pittore Ennio Morlotti e lo scrittore Francesco Biamonti (1928 – 2001).
In effetti, a ben guardare, uno degli aspetti che emerge da questo rapporto di amicizia e di fecondità creativa è proprio quello di una sollecitazione continua alla scoperta della realtà. Una scoperta ora gioiosa ora tragica, ma sempre affascinante. Una ricognizione che spesso prende spunto dal paesaggio e che il presente catalogo documenta in modo suggestivo. «Il miracolo dell’arte non è il linguaggio ma la tensione che lo anima», diceva il poeta Giuseppe Ungaretti. Ecco: qui, l’intuizione ungarettiana che riconosce nella continua tensione, non importa se con la pittura o attraverso la scrittura, una delle cifre caratteristiche dell’arte contemporanea, appare evidente più che altrove. Lo sguardo di questi due grandi artisti, corroborato da un’intensa amicizia, ci ha restituito l’intensità del legame storico, culturale, paesaggistico tra la Liguria e il cosiddetto Basso Piemonte.

 

 

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