MORBELLI ANGELO

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Alessandria 1853 – Milano 1919

Morbelli Angelo pittore che ha operato in Liguria

Nel 1867 il Comune di Alessandria gli concesse una borsa di studio grazie alla quale si trasferì a Milano e si iscrisse all’Accademia di Brera dove, fino al 1876, seguì i corsi regolari di figura, prospettiva, paesaggio, nudo e pittura con i maestri Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Luigi Riccardi.
In Accademia, dove conobbe tra i compagni di studio Francesco Filippini, Eugenio Gignous, Gaetano Previati, Giovanni Segantini, Cesare Tallone, Achille Tominetti, Emilio Longoni e Giovanni Sottocornola ,stabilendo in particolare con questi ultimi due una solida amicizia. Espose per la prima volta nel 1874.
Critico nei confronti dell’arte dei suoi maestri, fu precoce sperimentatore di tecniche e materiali nuovi per tentare di superare la tradizione accademica.
Fu membro della Famiglia artistica e della Società degli artisti milanese e cominciò a interessarsi a Ancora legato agli insegnamenti dei suoi maestri e partecipe di quel genere letterario-storico-romantico dal quale poi si allontanò gradualmente per avvicinarsi all’area positivista.
Dal 1881 al 1884, mentre suoi contemporanei come Giuseppe Pellizza da Volpedo prendevano come protagonisti dei loro dipinti membri del proletariato e sottoproletariato, egli rivolse la sua attenzione a temi contadini e popolari meno coinvolti dalle questioni sociali, temi che esprimono la tendenza socialista moderata del pittore e trovano le radici principalmente nella letteratura verista Durante tutto il corso della sua attività, elaborò più versioni dei soggetti trattati indagandoli con variazioni tecnico-cromatiche e operando, talvolta, slittamenti di significato.
Nel 1888 partecipò all’ Italian Exibition organizzata a Londra da Vittore Grubicy .
Nel catalogo delle opere della mostra del 1888 Grubicy mise in rilievo la sua attività di ricerca di ponendo l’accento sulla brillantezza dei colori ottenuti mediante il ricorso a vernici e mestiche di sua invenzione, che rendevano trasparenti i toni scuri, e mediante l’accostamento di tacche di colori puri.
Nel 1896, insieme a Pellizza, cercò di promuovere un movimento divisionista italiano, coinvolgendo Giuseppe Casciaro, Plinio Nomellini, Lorenzo Peretti junior, Longoni e Segantini. Il tentativo si rivelò fallimentare e si chiuse quando si riscontrò l’impossibilità di organizzare nel 1897 una sorta di Salon des réfusés divisionista in vista della Triennale di Milano del 1900.
Talvolta fuse insieme soggetti simbolisti e sociali in un unico tema come, tematiche simboliste, insieme allo studio del paesaggio, assunsero un ruolo importante negli ultimi vent’anni
Nei primi due decenni del Novecento, saturi di estremi rivolgimenti politici, sociali e artistici che portarono alla prima guerra mondiale e all’avvento delle avanguardie artistiche e del futurismo, egli continuò ad approfondire con metodo e tenacia le proprie ricerche tecniche di riproduzione del vero e della natura. Ancora nel 1914 sottolineava con slancio l’importanza della teoria del divisionismo in quanto prospettiva dell’aria e dell’evidenza e andava ampliando i soggetti domestici con vedute marine frutto dei suoi soggiorni in Liguria e splendide vedute montane.

 

 

 

 

 

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