GUIDOBONO BARTOLOMEO

 

 

 

Bartolomeo Guidobono

Savona 1654 – Torino 1709

 

Nasce a Savona nel 1654 (l’atto di battesimo, Savona, Parrocchiale di San Giovanni Battista).
Tra 1674-79 compie gli studi ec­clesiastici nel Seminario di Savona.
Agli anni 1679-80 sono riferiti gli Affreschi della cap­pella della Crocetta, Savona, Santuario e immediatamente dopo è situato il viag­gio di studio a Parma, Venezia e forse anche a Bologna.
Il 31dicembre 1680 riceve un pagamento per le meda­glie affrescate nel Salone del secondo piano nobile di Palaz­zo Brignole (Rosso). Al 1685 è fatto risalire l’inizio del primo soggiorno piemontese a cui vanno ascritti gli Affreschi pesantemente ridipinti del Santuario di Santa Maria di Casanova presso Carmagnola con le Storie dei Savoia.

Sempre il Castelnovi pone negli anni 1689-90 gli Affreschi della Galleria di Palazzo Centurione, seguiti im­mediatamente (1691-92) da quelli della cosiddetta Sala della Fucina di Vulcano di Palazzo Brignole (Rosso).

Degli affreschi del Guidobono (Fucina di Vulcano) restano, molto restaurati, i
Monocromi a grottesche delle pareti. poi­ché la volta, distrutta da un incendio, nel 1736 fu rifatta da Domenico Parodi che vi affrescò la Gioventù in cimento. Ancora del 13 marzo 1692 è un saldo per tutti i lavori eseguiti in Palazzo Brignole (Rosso), tra cui le perdute Storie di Daniele 1697-8 è la presunta data della pala con Le anime purganti, Parrocchiale di Montoggio e 1699 l’anno della pala con la Circoncisione, Moneglia (Genova), Chiesa di San Giorgio.
Nel 1705 va a Torino col fratello Domenico; qui ese­gue parecchi lavori nel Palazzo Reale di Torino. Più precisamente gli affreschi nell’appartamento di Madama Felicita. al pianterreno verso il giardino. Un soffitto con Putti e Divinità dell’Olimpo e una Allegoria dell’Aurora.

Già molto noto e ora restaurato e le bellissi­me decorazioni con vasi di fiori retti da putti negli sguanci delle finestre, e nella cupola della Chiesa del Santuario di Nostra Signora del Pilo­ne con la Gloria della Trinità, sicuramente attribuibile all’artista nonostante il precario stato di conservazione. E. Gavazza, 1978, fig. I e nel convento di San Francesco da Paola dove resta, assieme ad un affresco con la Visione di San Francesco da Paola, un ovale con la figura del Santo.
Muore a Torino nel 1709.

 

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