CHIANESE NICOLO’

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Savona 1898 – Genova Sampierdarena 1971 

Chianese Nicolò pittore ligure

Visse ed operò a Genova Sampierdarena, culla, già nel passato, di grandi pittori ottocentisti e novecentisti.
Basti ricordare Nicolò Barabino, Angelo Vernazza, Luigi Gainotti, Dante Conte, Giovanni Battista Derchi, Arnaldo Castrovillari, Antonio Varni, Giovanni Battista Bassano, Anton Mario Canepa, Ernesto Massiglio.
Partì volontario nella prima guerra mondiale ed al suo rientro si avvicinò al mondo dell’arte. Nel 1933 avvenne il suo esordio ad un’ esposizione regionale, ove presentò due dipinti “Colline” e “Marina”. Il primo fu acquistato dal comune di Savona, per la locale Galleria d’Arte Moderna.Nel 1934 esordì a livello nazionale, partecipando al Concorso indetto dal Ministero della Guerra, sotto l’Alto patronato di S.M.la Regina. La sua opera ricevette un premio. Nel 1937 espose a Palazzo Rosso “Neve sulle Alpi”, “Case Saracene”. Altre sue partecipazioni: una personale nel 1940 presso la Galleria Rotta, Genova; mostra presso la Galleria di Roma nel 1943; allestimento di una mostra ciclica presso l’Accademia di Alta Cultura di Genova, nel 1948.
Nicolò Chianese, comunque, partecipò a tutte le mostre sindacali liguri. Sue opere in numerose collezioni private, in Italia e all’ estero.Nel 1976 ebbe una “Parete retrospettiva” alla Mostra Ambiti barabiniano e novecentesco in San Pier D’ Arena,  mostra retrospettiva di pittura ligure fra ottocento e novecento, Palazzina Universale, Genova Sampierdarena.Chianese conobbe il pittore Giuseppe Sacheri, che influenzò, in maniera profonda, la sua arte.
Fra i due e documentato un fitto scambio epistolare; portiamo ad esempio la lettera datata Pianfei 25 luglio 1948, nella quale il Sacheri elogiò l’arte di Chianese, dopo aver ammirato alcune riproduzioni dei suoi dipinti, apprezzandone il taglio originale, la fresca spontaneità ed il profondo sentimento col quale il pittore interpreta la natura, affascinato dalla luce e dai colori. Scrisse, inoltre, il Sacheri rivolgendosi a Nicolò Chianese: “Comprendo che lei è veramente un artista, che vede con cuore commosso i soggetti che la interessavano”.
Numerosi altri artisti ebbero parole di elogio verso il Chianese. Ricorderemo, tra gli altri, il pittore Cipriano Mannucci, Gennaro d’Amato (pittore marinista e illustratore di periodici popolari), Antonio Maria Morera (pittore paesista, ritrattista, oltrechè noto scultore).
Nicolò Chianese raccolse, quindi, la tradizione artistica regionale, divenendone un fedele continuatore (avviando all’arte anche il proprio figlio Mario).
Fu pittore di paesaggi e marine, che eseguì con un impressionismo di getto e con toni pacati, nel solco dei pittori sampierdarenesi del primo ‘900.
Venne a mancare il 7 settembre del 1971, mentre stava per allestire una nuova mostra personale, riassuntiva della sua lunga esperienza pittorica. Chiara la sua matrice pittorica originale, ispirata al paesaggismo di Giuseppe Sacheri e di Andrea Figari; per giungere poi a Berto Ferrari, mantenendo, comunque, una sua personale originalità nell’interpretazione dell’ elemento naturale.

     

 

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