BORZONE LUCIANO

 

 

Luciano Borzone

 Genova 1590 – 1645

 

 

Nasce a Genova nel 1590 (Soprani, tale data è confermata dall’età del pittore risultante da successivi documenti).

Riceve i primi insegnamenti da Filippo Bertolotto, suo zio materno e modesto pittore specie di ritratti. Poi da Alberico Cibo, principe di Massa, che si interessa di lui, è affidato a Cesare Corte: sembrerebbe che ciò avvenisse poco prima del 1606 (Soprani), mentre certamente tale alunnato era terminato prima del 1612, quando egli stesso riceveva quale discepolo l’Assereto dodicenne (Soprani).

Per i rapporti con il Paggi, con Gio Carlo Doria e per il viag­gio a Milano v. testo.

Alfonso (1976) oltre a varie notizie biografiche, indica nella corrispondenza tra il pittore e il comasco rev. Girolamo Borsieri la via attraverso cui Borzone ottenne commlssione dal milanese Giovanni Andrea Dardanone e dall’abate comasco Marco Gallio. Risulta, inoltre, l’amici­zia del Borzone con i figli di Orazio Gentileschi.

La pala del Battesimo di Cristo e i quadri minori della cap­pella dedicata al Battista nella Chiesa di Santo Spirito sareb­bero del 1620-21 avendo provveduto alla sua sistemazione Nicoletta Pinelli appena morto il fratello Agostino il 17 feb­braio 1620.

La pala della Madonna con il Bambino e San Bernardo pro­tettore della città citata nel testo è evidentemente quella di­pinta dal Borzone per l’altare maggiore della chiesa votata dalla città a San Bernardo per lo scampato pericolo della guerra contro il duca di Savoia. L’inaugurazione e la dedica­zione ufficiale della chiesa ebbero luogo nel 1629 (Alizeri 1846).

Di scarso rilievo altre notizie biografiche: nel 1624 intervie­ne quale perito, insieme allo Strozzi, in una controversia sorta tra l’Ansaldo e un cliente di Albisola (Labò 1925); nel 1628 egli stesso si vale della testimonianza dell’Ansaldo in un processo di carattere fiscale (Staglieno 1874); fu anche scelto da Castellino Castello come perito in una controver­sia con Giovanni Maria Baiardo con la superperizia di Gio­vanni Andrea de Ferrari (Alfonso 1976); nel 1629 lo troviamo accingersi ad un viaggio a Massa (Campo­ri 1873) quasi certamente per lavori commessigli dal principe successore del suo primo protettore. Credo poi sia da identificarsi con il nostro pittore il «Luciano Buzone» che nel 1634 risulta elencato tra gli accademici di San Luca a Roma, peraltro senza che tale titolo implichi la presenza dell’artista in quella città (Piacenti 1939).

Muore il 12 luglio 1645 in seguito a una caduta dal palco sul quale dipingeva la pala del Presepe per l’Annunziata del Vastato (Soprani; Stoppiglia 1930) dall’atto di morte si ricaverebbe che morì in una casa dei Brignole in Via Au­rea, abitazione di un figlio, e non – come farebbe supporre il Soprani – all’interno dell’Annunziata. Il Presepe sarebbe stato terminato dai figli Giovanni Battista e Carlo.

Delle altre opere del Borzone si ricordano le Stimmate di San Francesco nella Chiesa delle Suore di San Giuseppe;  La predica di San Vincenzo Ferrer fanciullo in Santa Maria di Castello; San Francesco in estasi nel Museo Ospedali Civili (Grosso 1934);  San Francesco in meditazione, Ac­cademia Albertina, Torino (Longhi 1958); Giuditta e la fantesca, Collezione privata, Roma.

 

 

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