BELLOTTI DINA

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Alessandria 1912 – Roma 2003 

Bellotti Dina pittore ligure

Dina, diminutivo di Bernardina Bianca nasce ad Alessandria il 2 ottobre 1912 da Carlo Alberto e Adelaide Barberis. Il padre aveva un laboratorio artigiano per la costruzione di pianoforti ad Alessandria.E subito evidente una sua predisposizione per il disegno e riceve i primi insegnamenti frequentando lo studio dl Alberto Caffassi e poi di Arturo Mensi, direttore della Civica Pinacoteca alessandrina.Nel 1930 convinti i genitori del proprio naturale talento si iscrive all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino all’epoca presieduta da Mario Ceradini; ammessa direttamente al Corso Superiore di Pittura  che segue con Cesare Ferro (1880-1934) che per “merito eminente” gli è stato affidato l’incarico di “aggiunto” al corso di Pittura di Giacomo Grosso fino al 1923 quando otterrà la cattedra di Disegno di figura e nel 1924 terrà il corso di tecnica dell’incisione a supporto dei corsi di Disegno e Pittura, cattedra che passerà dopo la prematura morte di Ferro a Marcello Boglione (1891-1957).Insegna Anatomia Alberto Cibrario; Plastica ornamentale lo scultore Gaetano Orsolini; Storia dell’arte lo scultore Michele Guerrisi.A Torino ha avuto modo di conoscere l’opera di Alberto Savinio e di Giorgio De Chirico.In questo ambiente culturale si colloca l’allieva Dina Bellotti che nel 1934 conclude brillantemente gli studi conseguendo il Diploma all’età di ventidue anni e apre il suo primo studio in Via Bava 9.Sono suoi compagni di Accademia: Adriano Sicbaldi, Piero Monti, Gigi Morbelli, Ermanno Politi, Nello Cambursano, Gioachino Nogaris e Mario Calandri per citare coloro che otterranno una certa celebrità.Presso lo studio di Marcello Boglione la Bellotti approfondirà la tecnica dell’incisione il “mestiere” che porterà ai più alti livelli esecutivi.Nel 1934 compie l’esordio pubblico della carriera d’artista segnata subito dal successo per il conseguimento al “Premio della Regina” del premio per l’acquaforte e la medaglia d’oro, e la somma di cinquemila lire per l’acquisto dell’incisione in concorso Per il passaggio del Piave dal Direttorio Nazionale dell’Associazione Combattenti.Ormai è entrata a pieno titolo nel mondo artistico e culturale torinese e dal 1935 inizia a partecipare alle più significative mostre: Biennali di Venezia, Quadriennali di Torino, Biennale di Brera a Milano, Promotrici Sindacali di Belle Arti, Premio “Cremona”, Premio Suzzara solo per citarne alcune.Nel giugno del 1939 con la famiglia lascia la città di origine, trasferendosi a Sestri Levante, in Via Umberto I al civico 38, la città dei “due mari” diventa la prediletta città d’adozione.Dal 1943 fino al 45 a causa degli eventi bellici, si trasferisce con la famiglia alle “Cascine di Loto” di San Bartolomeo, piccola frazione di Sestri Levante.Nel 1938, 40,42 e 48 ha esposto alla Biennale di Venezia e ha partecipato alla Mostra itinerante nell’America Latina organizzata dallo stesso Ente Veneziano. Nel 1949 per iniziativa del’Ente Provinciale del Turismo di Genova partecipa presso la Galleria Müller di Buenos Aires alla Prima Mostra di Pittori e Scultori Liguri Contemporanei.Nello stesso anno partecipa al raduno “Undici artisti a Bonassola” con Alberto Salietti, Emanuele Rambaldi, Antonio Discovolo, Orlando Grosso, sarà l’importante occasione di prendere contatto con la realtà artistica ligure.
Ha partecipato inoltre alle Quadriennali di Torino e a numerosi altri concorsi nazionali ottenendo premi a Cannes, Alessandria, Torino, Roma, Suzzara, Biella. A Forlì nel 1958, alla mostra nazionale indetta dall’editore Garzanti, le è stato assegnato il primo premio ex aequo. Nell’ottobre del 1960 si trasferisce a Roma dove il 10 agosto del 1959 aveva sposato il giornalista torinese Angelo Nizza (1905-1961) inviato speciale per il quotidiano “

La Stampa” presso la redazione romana. Abiteranno in Via Brunetti al 32, nei pressi di Piazza del Popolo, ma dopo soli due anni rimarrà vedova. Alla fine degli anni Settanta si trasferirà nell’abitazione di Borgo Santo Spirito 16, in adiacenza del colonnato del Bernini, nella Città leonina.“Per me il mare una nostalgia inguaribile” ripeteva spesso e altrettanto spesso tornerà tutte le estati alternando i soggiorni liguri con quelli veneti di Burano.Ha esposto come invitata nel 1960 alla Mostra degli artisti romani al Palazzo delle Esposizioni e nel 1973 su invito del Comune di Roma ordina una personale a Palazzo Braschi.Nel Museo del Cinema di Torino sono esposti in permanenza suoi ritratti di attori del teatro e del cinema italiano. E’ stata premiata alla Biennale d’Arte Sacra dell’Angelicum a Milano. Primo premio fuori concorso alla mostra di Via Frattina a Roma invitata con undici ritratti di attori e di attrici del cinema. La vicinanza della sua nuova abitazione in Borgo Santo Spirito 16 (1977 ca.) con la Città del Vaticano la porterà a frequentare l’ambiente ecclesiastico; rapportando la sua arte al suo profondo senso religioso.Ha eseguito il ritratto di Giovanni XXIII, ma dal 1963 con la salita al soglio pontificio di Paolo VI, viene colpito dalle doti artistiche della Bellotti, le affida il ruolo ufficiale di “ritrattista dei pontefici”.Alla figura del “colto mecenate”Giovanni Battista Montini dedicherà più di centotrenta opere di varia tecnica e dimensione; continuerà la sua opera anche dopo il 1978 data dell’inizio del pontificato di Giovanni Paolo II i cui ritratti verranno riprodotti in milioni di immagini, stampe, francobolli.Ma fra i principi della Chiesa il più immortalato dalla mano della pittrice fu il Cardinale Joseph Ratzinger, dal quale riceverà due prestigiosi riconoscimenti: l’Ordine austriaco delle arti e delle lettere e la commenda dell’insigne Accademia di belle arti e lettere. Non vedrà l’ascesa al soglio pontificio dello stimato Cardinale Ratziger (19 aprile 2005) poiché muore a Roma all’Ospedale Santo Spirito il 29 agosto 2003 e per suo espresso desiderio verrà sepolta a Sestri Levante, nel cimitero della frazione di Santo Stefano, accanto ai propri genitori, solo un mese prima aveva programmato la donazione di otto importanti quadri legati alla sua produzione ligure alla Fondazione “Galleria Rizzi” di Sestri Levante, lascito che non venne mai formalizzato.Sue opere si trovano nella Civica Galleria di Arte Moderna di Torino, nella Stamperia Nazionale di Roma, nella Pinacoteca Civica di Alessandria, nella Pinacoteca del Comune di Sestri Levante, nella Collezione Ford di New York e in numerose e prestigiose collezioni private.
Nella collezione d’arte religiosa moderna in Vaticano, inaugurata da Paolo VI il 23 giugno 1973 è presente con un grande olio che rappresenta “La pesca miracolosa”

                

 

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