400 opere provenienti da tutto il mondo ci conducono in un affascinante viaggio alla scoperta di quello che fu un movimento culturale tra i più fervidi ed eclettici del secolo scorso, conosciuto con il nome di Art Déco. Ai musei di San Domenico, Forlì,  la mostra Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia è un ricco, eterogeneo percorso suddiviso in 16 sezioni. Dalle arti decorative a quelle visive, dall’architettura alla pubblicità, dalla moda al cinema, fino ai concetti  stessi di modernità e di bellezza nella quotidianità: l’esposizione prende in esame tutti gli aspetti e i campi investiti dal rinnovamento e dalla vitalità del movimento, nato in coincidenza con l’Esposizione Universale di Parigi del 1925.

Cuore dell’indagine è però il Deco’ in Italia e quella straordinaria produzione, negli 1919-1929, di arredi, ceramiche, vetri, metalli lavorati, tessuti, bronzi, stucchi, gioielli, argenti, abiti che gettarono le basi per la nascita del design e per l’eccellenza del “Made in Italy”. Dagli impianti di illuminazione di Martinuzzi, di Venini e della Fontana Arte di Pietro Chiesa alle sculture di Adolfo Wildt, dai dipinti di Tamara De Lempicka alle ceramiche di Giò Ponti, presente con pezzi della celebre linea per la Richard Ginori. E ancora, le creazioni in vetro di Vittorio Zecchin, i disegni di Alberto Martini, i bozzetti per scenografie teatrali di Chini, gli arazzi in panno di Depero e l’automobile di Gabriele D’Annunzio, la celebre Isotta Fraschini proveniente dalla collezione del Vittoriale di Gardone Riviera, che fa sfoggio di sé, con il suo bel manto lucido color blu elettrico e i suoi stravaganti cerchioni rossi.

Renato Bassanelli: Piatto con volto femminile, 1920.

Da non perdere, lungo il percorso, i continui i riferimenti al cinema, alla musica, alla letteratura ed al teatro. Uno per tutti, Il grande Gatsby: nella versione di Baz Luhrmann del 2013 Carey Mulligan, nel ruolo di Daisy, indossa una tiara in platino con diamanti e perle di Tiffany in puro stile art déco.

Un’intera sezione è infine dedicata al mito dell’antico Egitto ed alla suggestiva scoperta delle piramidi, nonché all’orientalismo. Non a caso, l’immagine scelta come icona dell’esposizione è la locandina della Turandot del pittore triestino Leopoldo Metlicovitz.

Info: 11 febbraio-18 giugno 2017, Musei San Domenico mostrefondazioneforli.it. Dal martedì al venerdì 9.30-19, sabato, domenica e giorni festivi 9.30-20.